Già-solo due anni

Nella notte di due anni fa non riuscivo a prendere sonno. E’ stata una notte infernale. Il cuore che batteva e che non riusciva a smettere. Il caldo, poi il freddo per aver acceso l’aria condizionata. I pensieri che non riuscivano a farmi staccare la spina.

E poi quella maledetta agitazione, come quando il giorno dopo ti stai preparando per un esame importante. Un po’ come la notte prima della maturità, ma ancora più forte.

Ho preso sonno, stremato, più o meno verso le 5 di mattina, quando già il sole cominciava a spuntare. Non avevo messo la sveglia, perché tanto non ce n’era bisogno. Dopo 4 ore di sonno tormentato mi sono buttato giù dal letto, e, catatonico, ho iniziato con le solite attività quotidiane di inizio giornata: la colazione, la doccia.

Poi ho preparato il vestito e le borse, ho chiamato Paolo, l’amico che mi avrebbe portato in macchina, e insieme siamo andati a sistemare l’impianto audio alla location. Faceva caldo verso le 2 del pomeriggio ed ero sudato fradicio. Avrei voluto fare un’altra doccia, ma sapevo che tanto, da lì a poco, avrei sudato come e più di prima. Ci siamo solo cambiati e siamo andati verso la chiesa. Là ci aspettavano altri amici, gli amici di una vita, che avrebbero festeggiato con noi.

Poi è arrivata lei. Bellissima. Con quella sua solita luce negli occhi, resa ancora più viva dall’emozione. Insieme siamo andati a sposarci. Da quel giorno sono passati due anni. Già due anni. Solo due anni.