Cinque anni di matrimonio, cosa ci fai ancora qui?

edimburgo arthur seatCinque anni. Cinque. Da quel “sì” davanti a tutti, che poi in realtà non è neanche più un “sì”, ma un “io accolgo te…”. Quella frase che io mi ero imparato a memoria e tu, un po’ spiazzata, hai dovuto leggere sul libretto.

Cinque anni veh. Che poi, in realtà, sarebbero quasi nove, visto che per me il vero anniversario è quella sera della festa in cui ci siamo baciati per la prima volta. Mi ricordo ancora la tua fiatella alcolica. Ma ancora mi chiedo come mai, una volta tornata sobria, hai deciso di uscire ancora con me. Mistero.

Quando ti guardo girare per casa mi chiedo e ti chiedo ancora: “E tu cosa ci fai qui?”. “Ma tu chi sei?”. “Ma chi ti conosce, fino a 9 anni fa eri una perfetta estranea…”. E alla fine poi non è che ci conosciamo da tanto. Chi sei tu? Dimmi la verità!

Ieri, prima di dormire (era quasi l’una di notte, mannaggia, non riusciamo mai ad andare a letto prima eh? che poi la mattina siamo cotti…) c’era The Second in mezzo nel lettone. “E lui cosa ci fa qui?”, ti ho chiesto. Che voleva dire: “E lui chi è?”. “Da dove salta fuori?”. E quell’altro, di là, che dorme in fondo al suo letto e tutto il giorno tormenta il fratello, chi è? Cosa ci fa in casa nostra? Mah…

Io ancora non l’ho capito chi siete voi, ma so solo che siete belli. Tutti e tre bellissimi. Le più belle facce che vedo durante le mie giornata. Prima di uscire di casa e quando rientro. Che belle facce che avete. Vi bacerei tutto il giorno.

Oh, cinque anni. Che non è cifra tonda, ma quasi. Bisogna festeggiare. E stasera andiamo a cena io e te, anche se io sono morto dal sonno perché avrò dormito si e no 4 ore e tu lo stesso. Più che al ristorante dovremmo festeggiare a letto dormendo otto ore di fila. Vabé speriamo che stanotte vada meglio dai. Come no…

Vorrei dirti e scriverti tante cose. Ma è difficile non cadere nella retorica. Per me poi, che sono un retorico e prolisso d’eccellenza. Tzé.

Chissà se tu sei veramente quell’una su un milione che cantava Alex Britti. Io credo di sì, ma saremo noi a deciderlo, insieme al tempo e ai casi della vita. Ma ormai tu sei parte di me. Anzi, sei me in un’altra persona. E’ difficile da spiegare. E anche quando si litiga è perché litigo prima con me e quindi anche con te che ne fai parte.

E quei due là? Sono tosti eh… Belli ma tosti. Diventeranno grandi prima che ce ne accorgiamo. E allora, quando si staccheranno, rimarremo ancora io e te. Io lo spero. Perché non vorrei altri suoceri in giro da invitare a Natale. Mi bastano i tuoi. Ecco, diciamo che stare insieme per sempre ha anche i suoi vantaggi materiali. Si ottimizzano un sacco di cose. Quindi sopportiamoci ancora per altri cinque, dieci, o vent’anni. O almeno proviamoci. Vediamo se in vino (indiano) veritas: “Tra me e te potrebbe funzionare…”.

Buon anniversario tatina. E non chiamarmi per nome, che lo sai che mi dà fastidio.