E anche questo Natale… (7)

E anche questo Natale… Il post post-Natale è qualcosa che devo assolutamente scrivere. Quegli appuntamenti fissi che rassicurano la mia esistenza incasinata. Sapere che ogni vigilia di Natale c’è “Una poltrona per due” e poi il post riepilogativo su come, anche quest’anno, siamo riusciti a sfangare il 25 dicembre.

E in effetti l’abbiamo sfangata. Quest’anno dai suoceri.

[prequel, few days ago]

Non si sa come, siamo arrivati al 22 dicembre, con le settimane al lavoro più deliranti dell’anno (pari a quelle pre agosto, quando tutto il mondo, chissà perché, sembra impazzire). Arrivi all’ultima settimana con due cene aziendali e 8mila scadenze da chiudere. Sai che non ce la farai, ma almeno ci provi.

Il tempo passa e arrivi comunque all’antivigilia di Natale. Gli ultimi regali, le valigie da fare, i nani tutto il giorno in casa da tenere buoni. E la consapevolezza che l’unico modo è rincoglionirli davanti alla tv con un cartone.

Poi ci sono da fare i bagagli. Anche perché quest’anno andremo prima dal suocerame, poi dai miei e poi 4 giorni in montagna. No comment. La montagna è stato un mio errore perché, visto che mio papà ci teneva molto a portarci, ho detto di sì.

Tanto lo so già che sarà la prima e ultima volta. Solo che mio papà aveva piacere, perché gli ricorda tanto quando noi eravamo piccoli (ecco, un po’ sta rincoglionendo anche lui e diventa sempre più un sentimentalone) tipo “Vacanze di Natale 83”. Ecco, siamo nel 2018 ormai, la smettiamo di andare in montagna in inverno please?

Oh, non ce l’ho fatta a dirgli di no, perché ho capito che ci teneva davvero tanto. Vabé, famo ‘sti 4 giorni in mezzo al freddo e alla neve, con la macchina carica di roba che manco le carovane sulla via della Seta. Ma anche questa ce la faremo passare in qualche modo.

[fine prequel, today]

Comunque, tornando al Natale, è andata. Cena della vigilia col parentado di Anna e pranzo di Natale coi miei e i suoi. Io che mi sono attaccato al bicchiere (e al piatto) per stordirmi di cibo e alcol per anestetizzarmi (che poi è veramente tutto bello eh, il problema sono solo io che con queste feste ho un po’ di repulsione, ma per i gnappi è una festa vera quindi cerco di fare meno danno possibile).

Poi, sarà la stanchezza del mese di dicembre, sarà il vino, sarà che sto invecchiando, dopo pranzo mi è venuto un abbiocco mostruoso tanto da addormentarmi sul divano per poi trascinarmi faticosamente verso il letto e lì, dormire fino alle 18.30. Quindi adesso fino alle 3 di notte non chiuderò occhio, ma a Natale è bello anche così.

Insomma, questi Natali sono meno peggio di quanto potrei immaginarmi. Io cerco sempre di fare resistenza, di oppormi come posso, ma potrei anche farmeli andare bene. Anche perché mi accorgo che il bello del Natale è che ci sono i gnappi. Che tra Babbo Natale, regali e giochi nuovi, per loro è proprio una bella giornata. E vederli felici comunque fa bene al cuore.

Ecco, se non avessi figli (e lo dico consapevole che mica è merito mio, ma per puro caso nella vita) a me a Natale verrebbe un po’ di ansia. Così invece come va, va sempre più o meno bene.

Poi, aggiungi che dai miei suoceri c’è sempre un’atmosfera meno intesita che dai miei (che loro invece quando devono organizzare un pranzo si mettono sempre a litigare e a far salire la tensione percepita a 1000) e il tutto sicuramente viene più facile.

I gnappi hanno un sacco di regali (dovrei scrivere un post a parte sui regali e sul montaggio, ma figurati se con questo andazzo di pubblicazione sul blog riuscirò mai…) e noi una mini tredicesima “in black” fatta da buste dei parenti (non li ho ancora contati, ma sono sempre il regalo più apprezzato anche se poi, invece che in regali finiscono in spese correnti tipo bollette o benzina, ma buttali via…).

Adesso con Anna ce ne andiamo due giorni alle terme di Abano, mollando i nani ai nonni, per provare a vedere se tra una cosa e l’altra riusciamo ancora ad avere un dialogo che vada al di là della gestione ordinaria della casa.

Questo potrebbe essere il mio regalo, visto che, per la prima volta, abbiamo sfanculato anche il nostro undicesimo baciversario.

In undici anni che ci conosciamo non mi era mai capitato di non fare nulla, anche solo un piccolo pensiero. Quest’anno ho solo avuto il pensiero nella mia testa che è stato poi travolto dai mille altri pensieri che si sono infilati nella mia testa. E quindi mi sento anche in colpa. Ma tanto lei la data manco se la ricorda, quindi ci andiamo a pari.

Ora, dovrei fare un bilancio del 2017 e i progetti per il 2018, ma chissenefrega. Adesso provo a staccare per due giorni, più sereno di prima, perché alla fine, anche questo Natale… se lo semo levato dalle palle!