Primo giorno nel nuovo asilo di The Second

Vacanze 2018, Bambini e mucche
The Second e fratello in vacanza

Dopo due mesi di vacanze il giorno è giunto. Ha rotto il ghiaccio The Second, che oggi ha messo piede nel suo nuovo asilo.

Perché nuovo?

Visto che il gnappo inizia da quest’anno la prima elementare (o primaria, come si dice adesso), e che è da tutt’altra parte rispetto all’asilo dove sono andati fino a luglio, abbiamo deciso di spostare “tutto il blocco“.

La procedura è andata a buon fine e per fortuna le varie segreterie hanno accettato il trasferimento di The Second nell’asilo attaccato alla scuola del gnappo.

Oggi partiva l’inserimento.

Questa la mia reazione quando il giorno della ripresa dell’asilo è arrivata

Per l’occasione lo abbiamo accompagnato io, Anna e mio suocero.

Formazione delle grandi occasioni perché i miei suoceri si fermeranno a Milano per un paio di settimane per darci una mano in questa fase di ripresa (santi subito) e poi perché così abbiamo firmato tutte le varie beghe burocratiche, deleghe & co.

Io arrivo direttamente in scooter all’asilo e li aspetto lì perché poi devo fuggire al lavoro.

Appena mi vede The Second sorride, ma capisce che è strano che il papà si presenti lì. Per cosa poi?

Mi si avvicina e, strano ma vero, mi dà subito la mano. Entriamo io e lui, mano nella mano, e gli altri due dietro.

E’ stato un bel momento.

  1. Perché lui è fondamentalmente e ossessivamente un mammone. Quindi l’avermi preso la mano mi ha fatto capire che in certe occasioni in cui deve confrontarsi col mondo e con le novità può tornare buono anche il papà.
  2. Perché questo momento, questo “primo giorno di scuola”, a suo modo, non me lo sarei mai voluto perdere.
  3. O forse sono tutte seghe mentali che mi faccio io per darmi un’importanza.

L’ingresso in classe e la nuova maestra

Così, mano nella mano siamo andati fino alla sua nuova classe. La nuova maestra ci è venuta incontro e ci ha accolto.

Lui non riusciva a togliersi quel sorriso imbarazzato dalla faccia.

Sarebbe stato da fotografare.

Era in quella situazione in cui non sapeva se ridere o piangere. Con un sorriso spiaccicato sulle labbra e gli occhioni che continuamente cercavano i nostri.

Uno sguardo-tutto-occhi che diceva: “E adesso cosa succede? Mi volete lasciare qui?!”, senza emettere un suono.

Mi teneva la mano e stava il più possibile vicino alla mia gamba, mentre la maestra gli presentava i compagni di classe, le altre sue colleghe e gli faceva vedere tutti i loro giochi.

Dopo il giro panoramico gli abbiamo messo le ciabattine e la maestra si è inventata un gioco, solo per lui, con la pasta di sale, chiamando una bimba a fare da supporto.

Sempre con quel sorriso timido (lui, che proprio timido non è!) e quegli occhioni un po’ sperduti,  senza mai dire una parola (lui, che non tace mai!), si è staccato dalla mia mano per essere preso in braccio alla sua nuova maestra.

Il trio lescano intanto è andato in segreteria sempre per beghe burocratiche (certificato vaccini & co.) e poi è tornato per vedere se tutto procedesse bene.

Ho buttato dentro l’occhio e The Second era dentro, seduto al tavolo, a guardare la pasta di sale (non sia mai che la tocchi, è proprio schizzinoso lui).

La maestra è venuta fuori dalla classe e abbiamo proseguito l’esperimento: proviamo a farlo rimanere fino a pranzo, passa il nonno a prenderlo alle due e mezza.

Cinque ore il primo giorno nel nuovo asilo non è mica poco!

Ok, una rondine non fa primavera.

Stamattina è andata bene.

L’inserimento magari sarà lungo. Magari piangerà domani, o la prossima settimana e i momenti di crisi possono arrivare quando meno te l’aspetti.

Ma intanto oggi è andata. Ed è andata alla grande. Piccoli passi di chi ogni giorno diventa grande. E che, di quella mano, molto presto, non avrà più bisogno.