Archivi categoria: Il Bosco di Fede

Deve fare più rumore una foresta che cresce di un albero che cade

Desiderare il secondo figlio, l’albero di Ile

Bosco di FedeIo sono stato fortunato. Lo riconosco. Perché il gnappo e The Second sono arrivati tra noi senza fatica. Anzi. Il gnappo fin troppo presto, anche se, col senno di poi, non avrebbe potuto scegliere momento migliore. E se non ci avesse sorpreso così come ha fatto, probabilmente non ci sarebbe nemmeno The Second.

Quindi, a dir la verità, io non so come ci si senta ad “aspettare”. Ad essere pronti per accogliere una nuova vita che però tarda ad arrivare. Sia per la prima volta che per le altre. E non so se ci sia differenza tra la prima volta e le altre volte. In teoria penserei di sì. Perché – ipotizzo – attendere per la prima volta qualcosa che ancora non si è mai provato e che si vorrebbe con tutto il cuore forse è più “logorante”. Ma sono pensieri “da maschio” che certe cose non le può capire…

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“Non avrete il mio odio”, incontro con Antoine Leiris

Antoine Leiris Non avrete il mio odioEra da tanto che non andavo a una conferenza. O alla presentazione di un libro. Lo facevo anni fa, poi il tempo da dedicare alla “cultura” è diminuito, gli impegni sono aumentati, e spesso quello che può sembrare un incontro interessante, a volte si dimostra un pacco.

L’altro giorno mi è arrivata la mail della Fondazione Corriere della Sera (sono iscritto alla newsletter, gli incontri sono gratuiti e di alto livello). Prima che arrivasse il gnappo ci andavo ogni tanto e mi erano sempre piaciuti. Adesso quando c’è qualcosa di carino vorrei andare, ma poi, il senso di “responsabilità” mi fa tornare a casa dopo il lavoro. Perché anche la famiglia ha bisogno del suo tempo e la “cultura” può anche aspettare. (Di solito il parterre di questi incontri è composto quasi sempre da persone agées).

Ma quello di venerdì scorso non era un incontro come gli altri. Almeno per me. Ci sarebbe stato Antoine Leiris. Un nome che a molti non dice nulla, fino a quando non viene associato a una frase, che è mi è rimasta dentro dopo gli attentati di Parigi: “Non avrete il mio odio“.

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Un abbraccio forte ai nostri figli, l’albero di Massimo

Bosco di FedeUn anno fa avevamo piantato nel Bosco di Fede l’albero di Massimo. Da allora, da quella prima mail che avevo ricevuto e pubblicato con il suo consenso, ci siamo scritti diverse volte. Anche se non gli rispondo mai “prontamente”, ho imparato tanto da lui, da tutto quello che mi ha scritto su come ha affrontato la malattia del suo secondogenito.

Anche lui ha due figli e il più piccolo, che ha più o meno l’età del gnappo, si è ammalato di leucemia un anno fa. Da allora hanno dovuto superare enormi prove. Ma rimanendo uniti, pur tra mille difficoltà, sono riusciti, in questo mare in tempesta, a non perdere mai lo sguardo sull’orizzonte e a non mollare mai il timone.

Dopo un anno il suo albero è cresciuto. E’ più bello e forte di prima. E crescerà ancora, così come tutti gli altri che sono stati messi nella terra e i prossimi che dovranno ancora essere piantati.

Io e Massimo siamo rimasti d’accordo così: dopo questo post, abbracciamo forte tutti i nostri figli, piccoli o grandi. O in generale le persone che amiamo. 

L’idea è venuta a lui una sera, quando, ripensando a un bambino vicino di stanza di suo figlio in ospedale durante le cure, con problemi enormi, quasi insormontabili, e pensando a tutta la loro famiglia si è ritrovato a fare l’unica cosa che era in grado di fare in quel momento: abbracciare forte i suoi figli e donare quell’abbraccio come “forza simbolica” a quella famiglia nella speranza che Qualcuno lo “raccogliesse” e lo “trasformasse” in sollievo e speranza.

Mi unisco con il cuore a quell’abbraccio. E se lo faremo in tanti, sarà sicuramente efficace.

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“Non avrete il mio odio”

Antonine Leiris

Le parole non si riescono a trovare. Per la strage di Parigi, ma anche per tutte quelle stragi assurde che ci sono state nel mondo per terrorismo e guerre.

Tra tutte, le uniche parole che mi sento di condividere sono quelle di quest’uomo straordinario. Di questo marito e papà straordinario. Che nel dolore straziante riesce a non odiare chi ha ucciso la sua compagna e madre di suo figlio di 17 mesi. E dà a tutto il mondo una grande lezione di vita che non dovrebbe essere mai dimenticata.

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Bosco di Fede, l’albero di Massimo sta crescendo

L’albero di MassimoBosco di Fede sta crescendo. Da quando ha messo le radici nel Bosco di Fede è passato più di un mese e da allora ci siamo scritti un po’ di volte.

Tra papà ci si capisce. Così gli ho chiesto di raccontarci un aggiornamento sulla lotta che il loro piccolo sta portando avanti.

Questa Pasqua credo sarà per loro ancora più speciale.

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Abbattere il muro della leucemia, l’albero di Massimo

Bosco di FedeC’è un nuovo albero nel Bosco di Fede. Lo ha piantato Massimo, un papà che insieme a sua moglie sta affrontando una delle prove più difficili della vita, di quelle da togliere il fiato.

Non serve aggiungere altro alle sue parole. La vita, a volte, ci mette davanti a muri che sembrano insormontabili e senza senso. Ma la luce in fondo al tunnel prima o poi arriva. Il buio non può avere l’ultima parola. Fatti come questi ci mettono davanti al mistero della vita e al suo senso. E ci fanno guardare il mondo da un’altra prospettiva. Almeno parlo per me.

Grazie Massimo per il tuo albero. Ti siamo vicini e tifiamo tutti per il tuo The Second. Ricambio l’abbraccio, forte.

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La battaglia per riabbracciare mio figlio, l’albero di Mauro

Bosco di FedeC’è un un nuovo albero nel Bosco di Fede. E’ quello di Mauro. Mauro è un papà di 37 anni e la sua storia è uguale e diversa a quella di tanti altri padri separati. Ha dovuto superare prove durissime, lottare con la legge e con la sua ex moglie. Ma dopo nove lunghi anni finalmente è tornato il sereno sulla sua vita e su quella di suo figlio.

Grazie di cuore per il tuo albero. Il bosco silenziosamente cresce, poco alla volta, senza fretta. Se volete piantare il vostro, la terra è qui.

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