Archivi categoria: Noi quattro

I capricci di prima mattina

The Second pratoThe Second è una capa tosta. Nei suoi primi (quasi) tre anni di vita ci ha fatto capire di essere un tipetto bello tosto. Un piccolo caterpillar che non va giù tanto per il sottile. E’ sempre mamma-dipendente e quando vuole una cosa fa di tutto per ottenerla.

Non lo freghi (a) quello lì. Ti frega lui. Ti prende e ti gira come un calzino se non stai attento. Sa anche ridere e scherzare, ma quando vuole una cosa lui la ottiene. E tu ti attacchi…

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Voglio la mamma (ma non il papà)

The Second vs Triceratopo

The Second vs Triceratopo

The Second è un tipetto tosto. Saranno i suoi terrible two (preceduti dai terrible zero e terrible one…), ma quello non molla un cazzo. Dalla mattina alla sera ha uno sguardo bello sveglio, di uno che è operativo fin da appena sveglio e che non ne vuole sapere di addormentarsi la sera.

Lo sguardo di uno che sa quel che vuole. E c’è una “cosa” che vuole su tutte: la mamma.

“A mamma voio!”, è il leitmotif di tutte le nostre giornate. Perché lui mica ha ancora capito che lui e la mamma sono due entità distinte. Due persone diverse. Che la mamma è un’altra cosa rispetto a lui e che magari ha anche sue esigenze.

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Tagliare le unghie dei piedi al gnappo

tagliare le unghie con Edward mani di forbice[Introduzione inutile e fuori tema]. L’altra sera è iniziato Sanremo. Vedere Sanremo è una tradizione nelle famiglie italiane. Anche nella mia.

Peccato che Sanremo inizi tipo verso le 10 di sera dopo una marea di pubblicità e finisca all’alba e coi gnappi da spedire a letto entro le 9.30 il nostro fuso orario non coincide.

Sanremo, in teoria, lo potremmo vedere solo dopo la messa a letto (che non è una celebrazione eucaristica privata nella nostra camera, ma far sì che quei due là si addormentino prima di mezzanotte e non è facile…).

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Back to school

lavarsi-i-dentiPensavo andasse peggio a dir la verità. Perché far riprendere ai due balossi l’asilo dopo quasi due mesi di vacanza poteva essere un’impresa ardua. E invece è andata meglio di quanto immaginassi. Per ora…

Il gnappo ha ritrovato la sua classe con le stesse maestre e gli stessi compagni. Il che è rassicurante. Infatti non ha neanche pianto e in questa settimana non ha fatto capricci per uscire di casa al mattino.

The Second invece è sempre un po’ più rognosetto. Perché lui è sempre mammadipendente.

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Post vacanze 2016

Monaco e PanachéToc toc… C’è nessuno? Boh, io provo a rientrare eh… Con passo felpato, ma felice di tornare a casa dopo averla lasciata per tanto tempo. Provando magari a chiamare e invitare qualcuno, vedere chi c’è e chi non c’è. Chi è tornato in città, chi magari non se n’è mai andato. Vedere chi invece è ancora in vacanza, beato lui…

Era dai tempi del viaggio di nozze che non facevo tre settimane di ferie. Tornare al computer rischiando di dimenticare le password (che se non ci fosse Google Chrome a ricordarmele avrei passato mezza giornata solo a fare il recupero).

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Streptococco bello

tampone da streptococco belloQualche mese fa avevo scritto un post sullo streptococco. Questo fantomatico batterio che ormai da mesi, ciclicamente, torna a casa nostra. Evidentemente si trova bene da noi. Gli piace il gnappo, ma soprattutto Anna che lo becca ogni tre per due. Da lì poi arriva anche a me e a The Second.

Da mesi ormai stiamo rendendo ricchi i laboratori di analisi che con tamponi rapidi e colturali autofinanziano le proprie ricerche scientifiche su “come fare soldi con una famiglia di quattro persone, con un batterio solo, ma cazzuto”.

Siamo quindi ancora alle prese con gli antibiotici. Amoxicillina e acido clavulanico. Mortacci loro.

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La cacca molle

la cacca molle

Il gnappo ha un nuovo tormentone: la cacca molle. Che non è un virus gastrointestinale, per fortuna. E’ semplicemente la sua coglionaggine da asilo, che lo porta a fare il coglionazzo quando tu gli stai parlando, magari anche di cose serie.

Si diverte così, il cabarettista. Tirando fuori la sua parola magica per far arrabbiare noi e divertire lui. La cacca molle. Che poi la c sembra quasi una p e da caccamolle potrebbe essere anche pappamolle. Perché lui conia anche i neologismi. Sta di fatto che questa cacca ce l’ha sempre in bocca, metaforicamente parlando, si intende.

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