Archivi categoria: Pensieri di un papà

Di tutto un po’

Sei anni

Stamattina sono venuto a svegliarti nel tuo letto. Ma il mio tono di voce è stato più delicato. Non ti ho urlato dietro come gli altri giorni e non ti ho messo (troppa) fretta come faccio sempre, visto che siamo sono sempre in ritardo.

Oggi è un giorno diverso, anche se hai fatto colazione come sempre e siamo andati all’asilo come sempre. Ma il papà oggi è stato più calmo del solito. Te ne sei accorto? Io invece stamattina ho visto nei tuoi occhi una luce diversa. Oggi è il tuo compleanno.

Continua a leggere

E anche questo Natale… (7)

E anche questo Natale… Il post post-Natale è qualcosa che devo assolutamente scrivere. Quegli appuntamenti fissi che rassicurano la mia esistenza incasinata. Sapere che ogni vigilia di Natale c’è “Una poltrona per due” e poi il post riepilogativo su come, anche quest’anno, siamo riusciti a sfangare il 25 dicembre.

E in effetti l’abbiamo sfangata. Quest’anno dai suoceri.

[prequel, few days ago]

Continua a leggere

Tre anni di The Second

Caro il mio balosso,

oggi tu compi tre anni. Mi ricordo molto bene quella notte in ospedale. Tu che non ne volevi sapere di uscire. Il parto indotto. Tutto il travaglio dall’inizio alla fine. E poi il cesareo, giusto per non farsi mancare nulla.

Io già da lì ti ho inquadrato sai? Già ho capito di che pasta eri fatto. Una bella pasta, non c’è che dire.

Sai che sono stato io (dopo le ostetriche) il primo a prenderti in braccio? Ti ho fatto subito un bel discorsetto che, mi sembra, non sia servito a molto.

Continua a leggere

Andar per mobili

Quando faccio cose coi gnappi, mi ricordo di quando, da piccolo, anch’io “facevo cose” con i miei genitori.

Una di queste era andare il sabato pomeriggio per mobili. Quando c’era da cambiare il divano o il letto mi toccava andare con loro in quei grandi mobilifici lungo le statali (l’Ikea non c’era ancora) e girare tra camerette, soggiorni, cucine ecc. Due palle infinite.

Me li ricordo ancora quei pomeriggi perché avrei preferito andare a scuola anche di sabato pomeriggio piuttosto che girare con loro per mobili. Ognuno ha i suoi shock infantili. Tra i miei c’era questo.

Continua a leggere

Sul sentiero

sentieroE sono sette. Già. Ci siamo dentro. Siamo entrati nella crisi del settimo anno. Che poi, a ben vedere, se calcoliamo dalla data del primo bacio (quello della festa) saremmo all’undicesimo anno quasi. Ma vabé, gli anniversari non sono mai stati il nostro forte diciamo…

Abbiamo festeggiato il settimo anniversario di matrimonio. Già sette anni che sono volati. Lo abbiamo festeggiato in un altro giorno ovviamente. Perché, come ormai d’abitudine, il giorno esatto eravamo lontani. Ma chìssene…

La cena l’abbiamo fatta il giorno prima, da soli, senza gnappi. Il ristorante era carino, quindi non stiamo a formalizzarci troppo.

Continua a leggere

Post vacanze 2017

piscina gnappiAnche troppo. Un mese di vacanza forse è anche troppo. Perché il vecchio proverbio cinese “Le vacanze sono belle perché prima o poi finiscono” è dall’infanzia che mi perseguita. Ma chissenefrega.

E’ la prima volta che mi sparo un mese di ferie ininterrotto con Anna e i gnappi. Ed è andata bene. Un sacco di giri, di cose fatte, di posti visti, di sclerate quotidiane (“lascia stare tuo fratello!”, “non lo picchiare!”, “chi è stato a iniziare?”, “non dire parolacce” ecc.). Ma ci siamo divertiti e credo che il ricordo di queste vacanze rimarrà a lungo, soprattutto per le cose belle.

Continua a leggere

Bambini che vanno all’asilo a luglio

miniera

Ci sono bambini che non vanno all’asilo perché hanno i genitori a casa, i nonni o un esercito di baby sitter. Ci sono i bambini che vanno all’asilo. E poi ci sono i bambini che vanno all’asilo a luglio.

Quello che io chiamo “asilo” come negli anni 80, che negli anni 90 si chiamava “scuola materna” e che adesso – visto che è bello cambiare i nomi alle cose – si chiama “scuola dell’infanzia” va da settembre (salvo inserimenti millenari) a fine giugno.

A luglio invece ci sono le cosiddette “sezioni estive dell’infanzia“, quando cioè la maggior parte dei bambini va in vacanza, mentre altri vengono accorpati da diverse scuole e diverse classi in poche classi all’interno di una scuola. Almeno così a Milano, da altre parti non so…

Continua a leggere