Archivi categoria: Tagliamoci le vene

Un po’ di pesantezza non fa mai male

Eh niente…

Magritte-Decalcomanía… mi ritrovo alle 9 di sera, nel silenzio, a chiudere tutti gli arretrati prima di andare in vacanza. Sono già arrivate le vacanze. E la mia lista delle cose da fare è ancora tutta lì, più o meno. E io sono qui, più o meno…

Quasi tutti i buoni propositi 2017 sono andati a farsi benedire. E’ stato bello farli. Un po’ meno lasciarli sulla carta. Ma va bene così.

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Doppio tocco

cappello fine asilo nidoL’altro giorno eravamo lì, in sala parto, col gnappo che per la prima volta si attaccava alla tetta. E il giorno dopo avevo in braccio The Second, lungo due spanne e mezzo, in bracci mentre ricucivano la pancia di sua mamma.

Oggi ci ritroviamo che uno ha già finito il nido e l’altro ha fatto la recita e l’anno prossimo sarà il suo ultimo anno di asilo.

Mi dite nel mentre cosa è successo? Come è successo? Perché è successo? Ma soprattutto, quando è successo?

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Il nostro decimo baciversario

inseparabiliDieci anni fa, in questa notte tra il 21 e il 22 dicembre, io e te ci davamo il primo bacio. Avevamo dieci anni di meno. Eravamo senza mogli, mariti, figli, fidanzati o fidanzate. Eravamo a una festa e tu eri anche un po’ ubriaca.

Io ero molto più simpatico di come sono ora, lo ammetto. Tu più o meno, sei sempre la solita, anche se, ammettilo, mi rompevi meno le balle. Non è che adesso tu me le rompa tanto. Solo un po’ meno di adesso.

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Come formiche

formiche

Non è che abbia molta voglia di scrivere. Però mi devo anche sforzare un po’, perché a volte basta poco per recuperare. Bisogna farsi un po’ di forza ogni tanto. Riprendere e riprendersi. Da cosa poi non si sa. Perché se si sapesse sarebbe già un passo avanti e tante seghe mentali non ci sarebbero. Almeno credo.

A volte è come se non avessi più lo stomaco o l’intestino. Come se ci fosse un buco. Che non riesci a riempire. E’ quel senso di insoddisfazione che ti fa ancora di più incazzare perché di ragioni per essere soddisfatto ne avresti mille. E questo ti rende ancora più apatico.

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Tess Masazza e gli anni giusti per andare su Youtube

tess masazza nuda

Chi è Tess MasazzaFino a due giorni fa, chiesto così su due piedi, proprio non lo avrei saputo. Poi grazie a Simona che ha condiviso un suo video su Facebook sono stato illuminato. Tess Masazza è una blogger diventata youtuber.

Una youtu che? Potrebbe chiedere mia mamma se mai leggesse questo post.

Gli youtuber sono un fenomeno che mi affascina e mi fa rosicare nello stesso momento. Perché mica lo capisco bene il successo degli youtuber io. Ho passato i 30 da un bel po’ ormai e sono già da rottamare. Ho una mentalità troppo basata sulla vecchia tv degli anni ’80 io.

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Il male esiste. La teodicea spiegata a mio figlio

Michelangelo,_Fall_and_Expulsion_from_Garden_of_Eden_00Succede così. Quando il gnappo si fa male se la prende con me. Ci mette un secondo a realizzare cosa è successo e poi all’inizio fa finta di nulla. Poi quando gli chiedo se si è fatto male inizia a piangere. Ma più dalla rabbia che dal dolore.

Poi si scaglia contro di me. Inizia a picchiarmi e a gridarmi “vai via!”. Anche se è lui che viene da me e non sono io ad andare da lui. Non riesco quasi mai a farlo smettere. Anzi, più gli chiedo se si è fatto male o cerco di alleviare il suo dolore lui si arrabbia ancora di più.

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Coming out

post it casa di giuliettaPrima di tutto grazie. Grazie a chi mi ha scritto, commentando o scrivendomi una mail, dandomi il suo punto di vista. Sapere come la pensano gli altri mi aiuta sempre molto, anche se poi ogni decisione è comunque personale.

Sono partito parlando di una scelta sulla mia partecipazione a un programma tv e siamo andati giustamente a finire sull’argomento “dire ad Anna del blog o no”. Le due questioni infatti, anche se diverse, erano abbastanza legate.

I commenti, su quest’ultimo dubbio erano tutti concordi. Meglio condividere con la persona a me più vicina che tenersi il diario “segreto” per sé. Nel week end ci ho pensato e mi sono deciso. Prima o poi, comunque, volevo dirglielo. Non mi volevo portare questo mio spazio personale (anche se condiviso con l’universo-mondo) nella tomba. Non sapevo quando, ma doveva succedere.

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