Adult baby, un mondo da scoprire

adult baby maestra a domicilioNei miei momenti di cazzeggio sul cellulare ogni tanto mi metto a guardare i video delle Iene. Dove a volte mi si aprono dei mondi sconosciuti e inusitati. L’ultimo in ordine di tempo è stato quello degli Adult baby, in un servizio di Veronica Ruggeri.

Chi sono gli adult baby?

Per un primo approccio vi consiglio di vedere il video del primo servizio e poi di sentire l’intervista di uno di questi adult baby, che ha partecipato al “gioco dell’asilo” in una casa vicino Roma. Poi di andare su un sito che organizza questo tipo di “incontri”.

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Il contapassi per gli asili nido del Comune di Milano

contapassi screenshotRipubblico questo post scritto ormai quasi 4 anni fa per i seguenti motivi:

  1. perché magari a qualcuno torna utile visto che a Milano il 7 marzo si aprono le iscrizioni agli asili nido, alle sezioni primavera e agli asili, scuole materne, scuole dell’infanzia.
  2. perché in queste settimane non ho neanche il tempo di fare pipì e quindi comunque pubblico qualcosa giusto per far capire che sono vivo (e lotto insieme a voi) e che stiamo tutti bene e che non sono ancora scappato in Costarica per aprire un bar.
  3. perché il sito del temibilissimo Contapassi del Comune di Milano è stato aggiornato e quindi rimetto i link e le date corrette, perché se per caso a qualcuno servissero, atterrasse qui e non trovasse quello che cerca, magari mi manda anche a quel paese.
  4. nel rileggerlo ho corretto quei 4 o 5 refusi, ma sicuramente ne avrò aggiunti degli altri.

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Tagliare le unghie dei piedi al gnappo

tagliare le unghie con Edward mani di forbice[Introduzione inutile e fuori tema]. L’altra sera è iniziato Sanremo. Vedere Sanremo è una tradizione nelle famiglie italiane. Anche nella mia.

Peccato che Sanremo inizi tipo verso le 10 di sera dopo una marea di pubblicità e finisca all’alba e coi gnappi da spedire a letto entro le 9.30 il nostro fuso orario non coincide.

Sanremo, in teoria, lo potremmo vedere solo dopo la messa a letto (che non è una celebrazione eucaristica privata nella nostra camera, ma far sì che quei due là si addormentino prima di mezzanotte e non è facile…).

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Nelle tue mani

mano nella manoOgni tanto penso alla morte. E’ un argomento che fin da piccolo mi ha affascinato/spaventato. Non ho paura a chiamarla con il suo nome: morte. E non decesso, scomparsa, dipartita, addio ecc. Le cose vanno chiamate con il loro nome. Soprattutto una realtà che fa parte della vita e che, democraticamente, affronteremo tutti, prima o poi.

Oggi sarebbe stato il compleanno di un caro amico di adolescenza che è morto cinque anni fa. Ancora non mi sembra vero. Altre persone amiche o conoscenti sono morte nei mesi scorsi e altre probabilmente moriranno negli anni futuri. C’est la vie. C’est la mort, in questo caso.

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Buoni propositi 2017

buoni propositi 2017A ogni inizio anno è tempo di fare i buoni propositi. (Nota: questo post avrei dovuto scriverlo almeno 15 giorni fa, visto che tra un po’ siamo nel 2018, ma io ho i post fuori tempo, sono sempre un po’ fuori tempo).

Ecco i miei buoni propositi del 2017 (più o meno in ordine sparso):

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Cinque anni

foto0070Cinque anni fa, più o meno verso quest’ora, io ero in sala parto. Era stata una notte insonne perché siamo arrivati in ospedale in piena notte. E verso quest’ora ero abbastanza provato. Figurati la mamma!

Un mix di stanchezza, ansia, attesa, gioia, agitazione, paura, speranza, impotenza, pena. Vicino a me il dolore fisico di quelle interminabili ore era enorme e sempre in crescendo.

Ho cercato come sempre di sdrammatizzare, soprattutto con le ostetriche della sala parto. Mi sono messo lì, su una sedia, mentre davanti a me accadeva una cosa che non avrei mai pensato potesse essere così grande.

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E anche questo Natale… (6)

e anche questo natale garroneE anche questo Natale… se lo semo levato dalle palle”. In scioltezza direi. Per tre motivi:

  1. io sto invecchiando e quindi le mie crisi tardoadolescenziali del Natale con tutti i parenti, i regali ecc. tendono a svanire con l’età.
  2. ci sono i bambini e quindi il Natale è bello può essere sostenibile solo perché ci sono loro.
  3. i nonni, gli zii e il bisnonno ci stanno dentro. Alla fine anche tutti riuniti sono gestibilissimi, anzi direi piacevoli.

Se poi mettiamo in campo il mio “senso del Natale” che è pari a zero e si traduce in un completo “lassez-faire” (ad Anna ovviamente a cui appalto volentieri la gestione del regali, l’allestimento dell’albero ecc.), direi che potrei sentirmi mediamente anche un po’ in colpa.

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