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Un po’ di libri sui papà

complesso-di-telemacoDi tanto in tanto mi arrivano via mail comunicati stampa sui libri dedicati alla paternità & co. Nonostante i miei buoni propositi, difficilmente riesco a trovare il tempo (e le forze, prima di addormentarmi) per leggerli.

L’unico che finora sono riuscito a finire (tenendolo sul comodino per mesi) è stato “Il complesso di Telemaco” di Massimo Recalcati (Feltrinelli), a cui magari dedicherò un post ad hoc, prima o poi. Però ci sono veramente tanti libri che parlano della paternità e dell’essere papà. Quindi, visto che non posso ancora recensirli, mi sembra giusto almeno segnalarne alcuni. Più o meno illustrati, ironici o socialmente impegnati, ce n’è per tutti i gusti. La Festa del papà si avvicina, un libro potrebbe essere un’idea carina da regalarci…  Continua a leggere

Altro Natale, Befana arriva presto

Babbo-NataleQuest’anno è stata una vigilia di Natale un po’ diversa. Non ho neanche acceso la tv per guardare una poltrona per due. Per la prima volta ho passato la sera del 24 dicembre a casa mia invece che dai miei, con Anna e il gnappo. Sono arrivato a casa tardi. Come sempre, appena entrato, lui mi ha sorriso e mi ha messo di buonumore, anche se di solito, durante queste feste, ho le balle girate di default.

Cena frugale, con olive ascolane e mozzarelline di antipasto. Orecchiette (che scadevano a breve) col pesto. Nel pesto che ci ha dato mia mamma c’era pure l’aglio. Dopo il letto che cigola, la vestaglia inguardabile regalata a gennaio ad Anna e l’aglio nel pesto inizio a sospettare che siano tutti escamotage per non farci più trombare. Non si sa mai che arrivi un altro fratellino/sorellina.

Dopocena Anna si è messa a preparare i nostri regali che daremo oggi al pranzone con tutte le due famiglie riunite. Visto che siamo arrivati all’ultimo, in mancanza di altre idee, abbiamo fatto per tutti un calendarietto da tavolo con una foto del pupazzo per ogni mese che gli abbiamo scattato, da gennaio a dicembre.

Averli fatti online ci sarebbe costato meno ma, tra la mia influenza e quella di Anna, oltre alla nostra cronica disorganizzazione, non avevamo i tempi tecnici giusti. Così sabato sono andato in scooter nel solito mobilificio svedese a prendere dei portafoto ad anello da 12 euro e 50. Ne ho presi 8, più carta da regalo, per una spesa totale di 105 euro circa. La spedizione nel gelo di dicembre non mi ha fatto bene. Alla sera avevo ancora 39 di febbre. Per fortuna stavolta è bastato un po’ d’Oki e un paio di notti tra brividi di freddo e sudate da cammello per tornare quasi in forma. Con l’antibiotico avevo già dato la settimana prima.

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Egoismi e scazzi vari

E’ un paio di giorni che continuiamo a beccarci. Anna e io. Basta un niente che subito scappa una frase di troppo e ci piantiamo il muso per un po’. E purtroppo uno dei motivi appartenti delle nostre discussioni è proprio la gestione del gnappo. Siamo entrambi un po’ egoisti. Io forse più di lei. Ma anche lei secondo me non scherza.

Ognuno fa quel che può, ma sembra quasi che stare con lui sia la cosa più difficile di questo mondo. E questo essere egoisti non piace né a me né a lei. Che poi ci arrabbiamo su delle minkiate abbastanza colossali, ma sarà un po’ per la stanchezza e un po’ la voglia nascosta di litigare, tra ieri sera e oggi ci siamo già piantati il muso due volte in meno di 12 ore.

La prima volta perché Anna vuole iscriversi in palestra con una sua amica. Ok, a me sta bene, ma a patto che una volta che si è iscritta ci vada e non faccia come per il famoso abbonamento a teatro (in cui la quasi la metà dei biglietti comprati è rimasta nel carnet). Quando le ho detto che ci sarebbe potuta andare quando il gnappo era al nido apriti cielo: no, lei vorrebbe andarci mollandolo a me quando sono a casa. E vabè, botte piena e marito ubriaco. Poi prima di andare a letto abbiamo chiarito e ci siamo riappacificati.

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