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I papà e le missioni impossibili

Cosa ci fa un uomo sulla trentina, da solo, al buio, in un parco giochi, con un bastone in mano? Qualcuno avrebbe anche potuto chiamare la polizia per identificare quel soggetto che camminava in modo strano. Al giorno d’oggi, non si è mai sicuro neanche sotto casa. Ogni individuo è un potenziale pericolo.

Questa foto è un indizio per capire chi è quel losco figuro che, alle 19.30 di un tranquillo martedì sera, si aggirava senza pace in un parco giochi di Milano.palla in fontana missione impossibile

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Cosa mi piace fare in casa, cosa non mi piace

Non sono un uomo di casa. Anzi, direi che in casa il mio contributo è minimo. Però ci sono alcune cose che mi piace fare e faccio, altre che non mi piace fare, ma faccio lo stesso, altre che non mi piace fare e non faccio e altre ancora che mi piace fare e che non faccio.

Cosa mi piace fare e faccio: la spesa (sono l’uomo della spesa, adoro girare per scaffali e scegliere cosa portare a casa, trovare l’offerta migliore, scegliere con attenzione la cassa in cui c’è meno fila e poi puntualmente rimanere bloccato perché quello in fila prima di me ha un problema vedendo che la fila accanto scorre che è un piacere). Andare alle riunioni di condominio (ieri c’è stato il debutto a quella della casa nuova. Fare il pettegolone insieme alle vecchiette del palazzo è uno dei piccoli piaceri della vita). Dar da mangiare al gnappo (ormai abbiamo preso il ritmo e un cucchiaio io e un cucchiaio lui, sto mettendo su chili).

Cosa non mi piace fare e faccio lo stesso: portare giù la spazzatura (è incredibile quanta rumenta riusciamo a produrre. Soprattutto plastica, ma anche carta. Il vetro in crescita con gli omogeneizzati del gnappo. E poi quei fetentissimi sacchetti con dentro i pannolini sporchi di cacca. Una bomba chimica che in ascensore è impossibile portare. Meglio prendere le scale). Pulire i pavimenti (di solito ci dividiamo i compiti io e Anna. Lei spolvera e pulisce i cessi, io passo l’aspirapolvere e il mocho. Non mi piace farlo, ma per non avere capelli che girano per casa come cespugli nel deserto americano ogni tanto mi tocca).

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Un anno di blog papà, antefatto

Ho iniziato a scrivere su questo blog un anno fa. Eravamo appena tornati da una vacanza tra Pisa-Umbria-Roma-Versilia e Anna aveva il pancione. Era già bello grande al quinto-sesto mese, ma non enorme come poi sarebbe diventato a fine gravidanza.

In quella vacanza ho pensato che sarebbe stato carino raccontare quello che mi stava capitando su questo spazio virtuale. Come sempre, ho pensato al nome di notte, togliendomi volontariamente un po’ di sonno. Dopo diversi tentativi mi è venuto in mente “Vita da papà”. Vitadapapa.it che racchiudeva anche una delle mie prime passioni infantili: il Papa.

Fin da piccolo infatti, quando tutti mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande, rispondevo: “Il Papa!”. Così mi sono messo a smanettare, scegliendo tra Blogger e WordPress, spiando un po’ di qua e un po’ di là per capire come poterlo abbellire un po’. E poi ci ho messo dentro la mia vita quotidiana. A volte divertente, altre volte più seria, tendente al serioso o all’incazzoso.

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La mia portinaia e il gas nervino

Mi sveglio dopo 5 ore di sonno. Accendo il cellulare e ci sono due avvisi di chiamata delle 8.32 e 8.35. E’ la ditta dei cessi della casa nuova a cui non è arrivato il numero di Cro del bonifico e che doveva spedirci tutto il materiale dei bagni in giornata. Per simpatia tirano giù la roba dal camion. Mi incazzo come una iena visto che per quella consegna avevo mobilitato mezzo mondo e che il bendetto Cro l’avevo mandato la sera prima. Richiamo. Dopo un mio “se oggi non arriva il materiale siamo nella merda”, l’impiegata si impietosisce e prova a rimediare.

Anna intanto va alla casa nuova per controllare che tutto arrivi e sia tutto a posto. Io resto in casa col pupo che alla mattina è sempre sveglio come uno del Movimento 5 stelle. Un grillino. Per fortuna mi si addormenta verso le 9.30. Giusto il tempo di fare un po’ di cose mie. Dopo meno di mezz’ora suona la portinaia. E’ arrivato l’ennesimo pacco di libri ordinati online da Anna.

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