A cena come ad un cda

“…boh, cmq mi è sempre più chiaro perché spesso la gente si separa con figli piccoli. Il rancore è sempre dietro l’angolo”. Questa è la chiusa della mail di Anna di poco fa. Ci siamo scritti varie cose perché a casa ultimamente, non sappiamo perché, è difficile riuscire a trovare il tempo per parlare e dirci le cose.

Ieri ad esempio. Io torno a casa alle 8 e mezza di sera. Ceniamo con il gnappo vicino sul seggiolone che giustamente richiede un minimo di considerazione. Ci raccontiamo al volo (e in sintesi) com’è sono andate le nostre giornate. Poi ci mettiamo a parlare dell’ormai (quasi) unico argomento di conversazione: la “to do list”.

Le cose urgenti da decidere ieri erano: che spesa fare per il rinfresco del battesimo e che regalo fare a una mia amica che ci ha invitato a quello di sua figlia, ma al quale non riusciremo ad andare. Nel frattempo mi chiama mia mamma, un conoscente che non vedevo da tempo e metto a letto il gnappo. Ci mettiamo a fare le bomboniere (ho fatto anche le foto, sono abbastanza orribili). Poi lavo i piatti e lei lavoricchia al computer. Vado a letto verso mezzanotte e mezza. Lei viene a letto dopo due ore.

Stamattina il gnappo si sveglia alle 6.50. Lo mettiamo a letto con noi per farlo tirare ancora un po’, ma niente. Non c’è verso. Dopo un’ora di pianti e continui risvegli ci alziamo tutti e tre. Io incazzato, Anna depressa.

Ne approfitto per andare a portare la cacca del nano a far analizzare per la coprocoltura (finalmente!) visto che il ritiro analisi è fino alle 10. Poi vado a far la spesa al volo e mi fiondo al lavoro. Lei va a prendere il regalo per la figlia della mia amica. Ci rivedremo stasera per cena.

A entrambi, presi da molte più cose rispetto a prima, sembra di non riuscire a concludere nulla. E poi quando ci vediamo alla sera riusciamo a parlare solo di “cose da fare”. Sembriamo un cda non una coppia. Ci manca solo l’ordine del giorno scritto.

Anna, via mail, ha esaminato la situazione: “non è colpa del gnappo, non solo almeno. Poca coordinazione nell’organizzazione giornaliera, troppe cose da fare, pretese di riposare troppo ( 6 ore di sonno dovrebbero avanzare, com’è che non ci riusciamo?), rivedere un attimino le priorità…”.

D’accordissimo. Dobbiamo impegnarci per organizzarci meglio. Fosse facile. E magari trovare anche quel dialogo che tanto ci piace, come ai vecchi tempi. Ma a volte sembra proprio che gli impegni “familiari” prendano il sopravvento. Uff, che fatica!