A sei mesi il primo bagno al mare

Sfacchinata al mare andata. Dopo la corsa per prendere al volo il treno alle 6.52, il ritardo di 35 minuti e l’arrivo a Cervia, il mio umore all’entrata in spiaggia è del tipo: “Vabé, facciamo pure sta rottura de cojoni”. Mi cambio come Superman in una cabina per mettermi il costume pronto per la mia missione quotidiana: il primo bagno del gnappo al mare. Pannolino blu con Nemo impermeabile e fisico da piccolo Buddha, prendo in braccio il gnappo, che ancora non sa ancora cosa lo aspetta, e mi dirigo verso la battigia.

Per arrivare con l’acqua un po’ profonda bisogna camminare più o meno fino alla Croazia. Pian piano le ondine si avvicinano ai piedini bianchicci e cicciosi. G. guarda serio tutta quella massa d’acqua color verde scuro che non aveva mai visto prima. Poi, quando la profondità finalmente lo consente, appena il gnappo tocca l’acqua e sente che è più fredda di quella a cui è abituato nella vaschetta, scatta il pianto. Un pianto infastidito, che smette non appena lo tiro su.

Ci riprovo, stavolta lui si attacca a me come una cozza allo scoglio. Anche Anna prova a farlo ridere. Ma niente, lui è serissimo e guarda in basso. Poi, pian piano, bagnandolo prima sulle braccia e sulle gambe, ci immergiamo insieme. Si vede che il mare non lo entusiasma troppo (ha preso ad me si vede), ma sembra sopportare. A un certo punto anche puccia anche le mani, che prima teneva in alto, più o meno ad altezza spalle. Lo sguardo non è dei più felici, ma almeno non piange. Sopporta.

Esperimento riuscito. Ho lasciato ad Anna il compito di ripeterlo ogni giorno fino alla fine della settimana, nonostante mia suocera trovi ogni scusa per tenerlo lontano dal mare (c’è freddo, c’è caldo, c’è vento, c’è troppo sole, il mare non è pulito…). Secondo me da qui a domenica ci fa l’abitudine.

Prima di pranzo torniamo in camera. Il gnappo, che da due giorni non mi vedeva, si fa delle grandi risatone di gusto. Mi dice Anna non le aveva mai fatte così forti nei due giorni in cui non c’ero. Si vede che gli piace quando ci siamo tutti e due a fargli le coccole e a saccagnarlo un po’.

passeggini parcheggiatiFuori dalla sala da pranzo dell’hotel c’è una fila lunghissima di passeggini parcheggiati. Mancava solo il gratta e sosta e il vigile con le multe a quelli in doppia fila. A tavola il gnappo guarda tutti e sorride a tutti. La vacanza gli fa bene. Essere sempre fuori e vedere gente e posti diversi lo fa stare al settimo cielo. E’ già diventato la mascotte dell’albergo.

Li lascio alla sera un po’ a malincuore, ma tanto domenica ritorneranno all’ovile. Riprendo il mio treno di ritorno e all’arrivo lo scooter che avevo parcheggiato fuori dalla stazione non parte. Merda. Torno a casa a piedi spingendolo per una mezz’ora. Stanco e fradicio di sudore. Ma soddisfatto. Esperimento riuscito. Sei mesi, il primo bagno al mare. Io (per fortuna) c’ero. Buon comple (mezzo) anno G.