A Volandia con i gnappi

Volandia

Qualche settimana fa sono stato con i gnappi a Volandia.

Anna doveva lavorare e così me li sono presi su e portati a vedere un po’ di aerei e altri oggetti volanti.

Mi avevano già parlato di Volandia ma non c’ero mai stato. Praticamente è a due passi da Malpensa e, per chi è appassionato di aerei, elicotteri, mongolfiere  & co. è una vera pacchia.

A parte tutti gli aerei della storia del volo, gli elicotteri, gli aerei veri dove si può salire e il plastico all’ingresso della “Città ideale” di Leonordo realizzato da Ogliari che fu mio prof all’Università, i gnappi hanno apprezzato molto la parte dedicata ai giochi (te pareva).

Oltre a giocare negli scivoli all’aperto si sono buttati come dei matti sul gonfiabile (fatto ad aereo), sulle reti elastiche e sul castello (tipo quelli dove ci si arrampicano su i bambini, non so come si chiamino, se hanno un nome particolare…).

Sudati fradici, ci sono stati più di un’ora e visto che si era fatto tardi non siamo neanche riusciti a provare i simulatori di volo (che erano i “giochi” da grandi che avrei voluto provare io…).

Prima che ci chiudessero dentro abbiamo anche visto il padiglione sullo spazio con tanto di documentario sulle galassie.

E, tra una pipì e l’altra (“Ti scappa la pipì?”, chiede il papà vedendo il figlio saltellante e con pisello chiuso tra due dita. “Noooo”, risponde il figlio che si sta divertendo sui giochi. “Andiamo a fare la pipì?”, chiede il padre dopo due minuti. “Va bene, adiamo”, risponde il figlio un attimo prima di allagare tutto) abbiamo fatto passare un pomeriggio.

Abbiamo anche visto decollare gli aerei dalla pista di Malpensa che ha sempre un suo perché.

Che poi io non sono il papà modello che si smazza i figli nel weekend e gli fa fare cose, sia chiaro. Di solito sono piuttosto amebico. Ma ogni tanto mi lascio prendere dalla voglia di fare cose tipica di ogni ragionier Filini che alberga in ognuno di noi.