Abbattere il muro della leucemia, l’albero di Massimo

Bosco di FedeC’è un nuovo albero nel Bosco di Fede. Lo ha piantato Massimo, un papà che insieme a sua moglie sta affrontando una delle prove più difficili della vita, di quelle da togliere il fiato.

Non serve aggiungere altro alle sue parole. La vita, a volte, ci mette davanti a muri che sembrano insormontabili e senza senso. Ma la luce in fondo al tunnel prima o poi arriva. Il buio non può avere l’ultima parola. Fatti come questi ci mettono davanti al mistero della vita e al suo senso. E ci fanno guardare il mondo da un’altra prospettiva. Almeno parlo per me.

Grazie Massimo per il tuo albero. Ti siamo vicini e tifiamo tutti per il tuo The Second. Ricambio l’abbraccio, forte.

***

Ciao Fede,
scrivo a te, oggi, dopo un periodo di buio totale…
Non so con chi confrontarmi direttamente (gli amici? spariti! ; mia moglie? Sì, ma con lei devo farmi vedere sicuro di me per tranquillizzarla, mentre io cerco una spalla su cui poggiarmi…).

Ecco la storia:
mercoledì 4 febbraio, al mattino facciamo le analisi del sangue al nostro secondogenito di 2 anni e tre mesi. Un normale controllo perchè da qualche giorno lo vedevamo più stanco del solito e pallido…
Lo stesso giorno alle 13 ci chiamano dall’ospedale invitandoci con cortese urgenza al pronto soccorso pediatrico per la valutazione delle analisi.
Con “relativa” calma portiamo il piccolo all’ospedale dove, dopo un’ulteriore serie di prelievi di sangue, ci invitano ad aspettare un po’….

Dopo circa mezz’ora, all’incirca verso le 15, un medico ci accompagna in una saletta appartata e comincia a parlarci di quanto bella è la vita…poi inizia a percorrere un binario di frasi che capisco distintamente e questo binario continua inesorabile ed io ci sono sopra e sempre più velocemente questo turbinio di parole mi porta davanti ad un muro in cui ci sbatto contro e dove c’è scritto: LEUCEMIA

……

……

……

Mi sdraio su un lettino con le mani sulla faccia guardando il soffitto attraverso…mia moglie con mio figlio in braccio mi passa accanto e mi dice: “Su dai, andrà tutto bene!” (ma che c’hanno le donne/mamme che noi non abbiamo?).

Dopo un po’ di tempo siamo già nel reparto di “oncoematologia” bardati con camici, mascherine e sovrascarpe.

Siamo entrati repentinamente in una dimensione nuova di vita, senza rendercene conto; da sani a malati in un batter d’occhio.

I giorni seguenti parlano dei continui prelievi di sangue e di midollo, alla diagnosi completa (leucemia linfoblastica acuta), all’inizio delle cure con cortisone, all’inizio della terapia chemioterapica…

Il resto è oggi!
Siamo consapevoli che sarà un percorso lungo e tortuoso, ma con ottime probabilità di guarigione completa. Ci vorranno mesi di cura, è un cammino iniziato con una salita ripidissima e a prima vista inaffrontabile… ora la salita, sempre molto ripida, abbiamo deciso di cominciare ad affrontarla assieme metro dopo metro per questa nuova avventura della nostra vita. E’ dura, durissima ma dobbiamo affrontarla!

In questi giorni ho ricevuto moltissimi messaggi d’affetto, ma da persone che non mi sarei mai aspettato! Semplici conoscenti che hanno dimostrato una grande condivisione al dolore.
Gli amici con cui mi confronto di solito o di cui mi sarei aspettato un saluto…niente!
Mi piace pensare che stiano pensando a noi in silenzio…

Volevo condividere con te e (se lo desideri) con il popolo del tuo blog questo particolare momento della mia/nostra vita. Siamo padri ed ho capito che tra padri ci si intende bene! 

Vorrei farlo con chi conosco bene ma, per adesso, mi viene più facile farlo con chi non conosco direttamente ma solo “virtualmente”…

Un abbraccio

Massimo