Al museo di storia naturale di Milano tra gli animali

Museo di storia naturale milano bambini animali (11)Quando non scrivo da tanto tempo non so mai da dove ri-cominciare…

Ok, ripartiamo dal gnappo. In fondo questo blog è nato grazie a lui quando ancora doveva saltare fuori dalla pancia della mamma.

Il gnappo è una garanzia. E’ cresciuto molto in questi mesi. E’ un piccolo adolescente con una capoccia dura come il muro. Ma io l’adoro. Se c’è una persona (e ho detto persona, non bambino, nano o figlio) a cui tengo è proprio lui. Certo, anche ad Anna e a The Second, per carità, mica si può fare una classifica. Ma il gnappo per me è il gnappo.

Anche se non è più un barattolo da annusare e mordere come quando era un bebè, mi piace che sia cresciuto. Soprattutto perché in casa ho un altro ciccione con le guance paffute, senza denti, collo, caviglie né polsi e che si può baciare ovunque nonostante sia un po’ infastidito dalla mia barba.

Devo dire che avere due nani in casa, di due età diverse (e soprattutto di queste due età, 3 anni e pochi mesi) non è male. Il primo adesso è un ometto, dolce quando vuole, testa di minkia sempre e comunque, iperattivo, simpaticissimo. Il secondo invece è un tronco di ciccia con il verme solitario che non riesce a staccarsi dalla tetta della madre. Però adesso ride e ride un sacco. E vederlo contento fa sempre bene al cuore anche se a volte vorresti abbandonarlo sul pack siberiano quando non smette di piangere o si inkazza e strilla per un nonnulla.

Ma sono belli entrambi e se The Second è appaltato alla mamma h24, il gnappo invece è la perfetta compagnia con cui stare nei pochi momenti in cui sono a casa. E credo che anche lui apprezzi la mia compagnia, visto che per la favola della buonanotte vuole quasi sempre me a leggergliela (anche se poi per i grattini finali, dopo che gli abbiamo spento la luce, chiama la mamma).

Comunque, quando riesco (cioè quasi mai, ma almeno ci provo) me li porto in giro entrambi. Ovvio che se voglio fare qualcosa di “costruttivo” o “educativo” mi porto dietro il gnappo grande. Un po’ come quando eravamo andati a vedere la mostra dei dinosauri.

Dopo il giro dell’anno scorso all‘acquario civico, questa volta ho preso su sempre la solita bici (adesso lui sta nel seggiolino dietro, quello dei grandi) e siamo andati al museo di storia naturale di Milano, quello in parco Venezia.

museo di storia naturale milano esternoLa prima volta che ci sono stato avrò avuto sei anni ed ero in gita con la scuola. I ricordi quindi erano sbiaditissimi. Ma le teche con gli animali erano le stesse. Insomma, l’allestimento lascia un po’ a desiderare, ma per passare una domenica mattina il posto va più che bene.Museo di storia naturale milano bambini animali (8)

Il gnappo si è messo a girare tra i vari insetti, animali e ambienti. Come siano morti questi animali prima di essere impagliati non è dato saperlo, ma un tipo del museo spiegava a un altro papà sono morti negli zoo e poi sono stati impagliati. Vabè, ad ogni modo ora sono lì da decine e decine di anni quindi ogni rigurgito animalista viene meno. A parte questa nota da approfondire, al gnappo gli animali sono piaciuti un casino.Museo di storia naturale milano bambini animali (10)

All’inizio, come sempre, era un po’ sulle sue. Soprattutto quando siamo passati accanto all’enorme triceratopo. Forse memore della mostra sui dinosauri ci ha pensato due volte prima di procedere, Gli ha dato coraggio una classe di bambini grandi: per passare oltre ci si è infilato in mezzo come se fosse un branco di pesciolini.

Appena arriviamo in fondo al percorso al piano terra gli scappa la pipì. C’è forse un bagno in più punti del museo? Figurati. L’unico bagno è all’ingresso e quindi abbiamo dovuto risalire la corrente umana di gente tipo salmoni per raggiungere la toeletta.

Museo di storia naturale milano bambini animali (2)Ma visto che nell’unico bagno c’era una gran coda e non avevo voglia di sporcarmi con la pipì altrui schizzata in ogni dove, visto anche che era una bella giornata l’ho portato fuori e facendolo correre a chiappe strette l’ho portato vicino a un albero su un’aiuola di parco Venezia. Bè, ce l’ha fatta a resistere e da maschio so che fare la pipì en plei air dà una bella soddisfazione.

Torniamo dentro e andiamo al piano di sopra, quello più bello con tutti gli animali. E lì lui si è messo a scorrazzare in lungo e in largo per i corridoi (sordo a qualsiasi mio richiamo all’ordine) rimanendo però affascinato da tanti animali che non aveva mai visto a grandezza naturale. C’è di tutto. Coccodrilli, uccelli, cammelli, orsi, felini, caribu e c’è persino un mitico capibara. L’arca di Noè in un palazzo praticamente.Museo di storia naturale milano bambini animali (12)

Superata la paura iniziale per certi animali, quando ha capito che erano innocui si è messo attaccato al vetro dandogli un bel po’ di ditate. Visto che mi piaceva fargli un po’ da guida ho scelto un percorso tematico a cartoni, partendo dal Libro della Giungla che gli piace molto.Museo di storia naturale milano bambini animali (3)

“Ecco Baghera!”. “Hai visto Shere Khan?!”.Museo di storia naturale milano bambini animali (1)“Guarda che bello Ka!”. “Quello è Baloo e là c’è il Re Luigi!”.Museo di storia naturale milano bambini animali (5) “Ecco Akela e il papà e la mamma lupo di Mowgli!”. E dove li rivede così tanti animali dei cartoni tutti insieme?Museo di storia naturale milano bambini animali (6)

Ma il suo animale preferito è stato l’elefante, il “colonnello Hathi”. E’ rimasto un bel po’ a guardarlo e quando gli ho chiesto quale fosse il suo animale preferito non ha esitato: ” ‘ffante!”. Oltre a quello vicino alla giraffa ce n’era uno anche con il suo piccolino, proprio come nel cartone. Gliel’ho menata non poco con ‘sto libro della Giungla e i relativi animali. Praticamente c’erano tutti.Museo di storia naturale milano bambini animali (4)C’erano anche i pinguini che, chissà perché, dice che sono il papà e la mamma.Museo di storia naturale milano bambini animali (9)Alla fine del tour siamo usciti e abbiamo visto l’arrivo di una delle miriadi di maratone che organizzano a Milano. Quelle dove un sacco di gente di ogni parte d’Italia e del mondo fa di corsa per 42 chilometri con abiti tecnici fluo, per un motivo che ancora a me rimane ignoto. Ma sembra che passati i 40 anni in tanti ci si dedichino. Prima o poi ci arriverò anch’io alla crisi di mezza età.Milano marathon 2015 arrivo corso venezia