Alla mostra dei dinosauri

dinosauroAdesso che Anna è impegnata full time con The Second io cerco di “fare cose” con il gnappo. Un po’ mi sento in colpa. Perché alla fine io ‘sti figli me li godo più o meno il 20-30% rispetto alla mia dolce metà. Cerco allora di passare un po’ più tempo con The First e, magari, di sollevare un po’ lei dalla fatica di doverne gestire due in casa h24. Ci provo eh, non so se ci riesco…

Così mi invento cose da fare. Già andarlo a prendere quando riesco all’asilo e portarlo con me a fare la spesa è tanto. Però ora che sta crescendo mi piace anche portarmelo un po’ in giro, a vedere cose che possono piacere a entrambi.

E siccome lui adesso non apprezzerebbe gli spettacolini di pole dance, siamo andati insieme alla temibilissima “mostra dei dinosauri”.

Avevo iniziato a menargliela già da qualche giorno. “Ti piacerebbe vedere i dinosauri?”. “Cattivi!”, era la risposta. Poi, vedendo i video su YouTube e cercando di capire che tipo di mostra fosse, mi sono fatto venire un po’ di scrupoli. Forse gli avrebbe fatto paura. “Hai paura dei dinosauri?”, “Cattivi!”, era sempre la risposta. Vabbè, facciamo che ti ci porto lo stesso, poi quando siamo là vediamo. D’altronde ok che lui è un sensibilone, ma dovrà pur superare qualche paura no?

Usciamo io e lui in bici. Fa freddo e il cielo, da sereno, nel giro di 20 minuti (il tempo di montare il nuovo sellino, quello “da grandi”, dietro la bici) diventa plumbeo. Chissene, andiamo lo stesso.

scalo farini milanoArriviamo in una landa desolata che chiamano “ex scalo Farini”, dove in fondo in fondo, dopo centinaia e centinaia di metri (e menomale che eravamo in bici) in una specie di hangar c’è l’entrata.

Il gnappo si guarda intorno un po’ impaurito. Sarà stato il cielo o più probabilmente i versi dei dinosauri all’interno in stile Jurassic Park, ma capivo già che per tirarlo dentro ci sarebbe voluto del bello e del buono.

mostra dei dinosauri milanoAndiamo verso l’entrata e lui si blocca. “Siediti qui”, mi dice, portandomi su un muretto basso vicino alla salita per entrare. Su quel muretto, seduti, a guardare i gli altri bimbi e genitori entrare ci saremo restati almeno 10 minuti. “Vuoi entrare?”. “No”. “Hai paura?”. “Sì”. Figurati se non conosco i miei polli io…

“Vabé, andiamo a casa allora…”. E faccio per aprire il lucchetto della bici che lui ritorna verso l’entrata. La curiosità era troppa.

Varchiamo finalmente la porta di ingresso e andiamo verso le biglietterie. Le luci sono soffuse e all’ingresso della mostra, in alto, c’è una testa di tirannosauro con tanto di bocca spalancata. E lì il gnappo mi si riblocca. Vuole uscire. Usciamo. Facciamo avanti e indietro per non so quante volte. Faccio amicizia con un bambino che stava aspettando altri amici. Faccio amicizia con una della biglietteria. Avanti e indietro.

Io non lo voglio forzare, continuo a chiedergli cosa vuole fare, ma lo lascio fare. La tipa della biglietteria gli parla: “Guarda che i dinosauri sono finti, non ti fanno male, io lavoro qui, li conosco, sono miei amici, se ti fanno qualcosa me lo vieni a dire e io gli sgrido”, gli dice con tono rassicurante.

Il gnappo è catatonico. Ascolta e non ascolta. Forse fa finta di non ascoltare. “Dai, vieni con me solo all’inizio che ti faccio vedere un dinosauro piccolino”, cerca di convincerlo. E, non si sa come, lui dice di sì.

velociraptorMettiamo un piede nella mostra, davanti al primo dinosauro, un velociraptor (che a differenza di Jurassic Park ha le piume e infatti è il film che ha sbagliato nella ricostruzione…). Lei entra e accarezza sto velociraptor. Lui intanto guarda anche gli altri dinosauri e sente i rumori sempre più forti. Ha paura. “Vuoi venire ad accarezzarlo?”. Seee, (bisognava vedere la sua faccia). “Viene il papà ad accarezzarlo?”. “Nooo!”, non voleva che gli lasciassi la mano neanche per un secondo.

Ok, usciamo. Ringrazio la tipa e faccio per tornare alla bici. A quel punto tento il tutto per tutto. “Vuoi che ti porti sulle spalle?”. “Sì!”. Finalmente il sì che aspettavo.

stegosauroMe lo metto sulle spalle (e adesso che lui comincia a pesare non è il massimo della comodità) ed entriamo. Ha paura comunque, anche sopra di me, ma cerco di girargliela via portandolo dai dinosauri “buoni” e “piccolini”.

brontosauro e t rexPassiamo vicini, ma di sfuggita, anche al T-Rex.

pterodattiloPoi, quando davanti allo Pterodattilo gli dico: “Questo vola”, lui si caga sotto e vuole che vada subito via perché pensa che quel dinosauro con le ali spicchi il volo da un momento all’altro. Devo ammettere che quei bestioni erano fatti davvero bene, anche con i movimenti e i suoni.stegosauro

Arriviamo in fondo nello spazio gioco. Cerco di metterlo giù perché ho le spalle doloranti. Lui non vuole, ma alla fine, vedendo un sacco di altri bambini che giocavano tranquilli si convince. Il bello è che per uscire bisognava tornare all’entrata e fare di nuovo tutto il percorso.

tirannosauroMe lo rimetto sulle spalle, ma ormai il ghiaccio è rotto e lui non ha poi più tanta paura.WP_20150117_017-1000

Finalmente usciamo e io ringrazio infinitamente la tipa della biglietteria che lo ha portato dentro. Senza di lei non ce l’avremmo fatta. “Dille grazie…”. “Grazie… Tatteo!”. Il gnappo, non so perché, a chiunque e in qualunque momento deve parlare del fratellino. Spiego chi è Tatteo, il fratellino che è a casa. “Tatteo paura!”, dice quasi preoccupato. “Sì certo, Tatteo ha paura dei dinosauri, tu no invece vero?”. “Io no…”. Patato lui.

Risaliamo sulla bici e torniamo a casa mentre dal cielo inizia a scendere qualche goccia. A un certo punto sento il gnappo che si appoggia sulla mia schiena. gnappo dormeMi fermo e mi giro. E’ crollato. Prima di uscire non aveva fatto il pisolino. Lo pòssino…