All’asilo gira il virus che ti svuota

gatto con gli stivali vomita shrekAll’asilo c’è un’epidemia: cacarella a gogo e svomitazzo. Che dai bambini è passata anche ai genitori. Dev’esserci in giro un virus. Anche alcuni miei colleghi (che hanno figli piccoli in altri asili) sono stati colti dal fuggi fuggi verso il cesso.

Il gnappo per ora sta bene. Non lo dico troppo forte, anzi facciamo finta che non abbia detto niente, perché la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Quella messa peggio al momento è Anna, che ieri notte è rimasta a lavorare al computer in sala fino a mezzanotte e mezza. Io alle 11 già ronfavo stremato. C’è da dire che in casa stiamo creando il microclima giusto per i pinguini. Il riscaldamento condominiale si spegne a una certa ora e in questi giorni di gelo dopo le 10 di sera la casa si trasforma in congelatore. L’unico che sembra non patire è il nano che si scopre sempre di notte. Anzi, se lo copro, lui si toglie tutte le coperte e i piumoni di dosso in men che non si dica.

Anna viene finalmente a letto e dal freddo non riesce a prendere sonno. Poi verso l’1.30 inizia a bofonchiarmi qualcosa: “Ho freddo, non riesco a dormire”. Io, già nella fase R.e.m., mi avvicino a lei meccanicamente per scaldarla con il mio calore umano, un po’ come facevano in Laguna Blu. Nel mentre, visto che lei era girata di schiena verso di me, il mio “migliore amico” tenta una repentina erezione notturna, ma il sonno ha la meglio su di me e su di lui.

Ore 3.30. Mi sveglio di soprassalto. La mia dolce metà si è buttata giù dal letto e sta caracollando verso il bagno. Un conato in camera. Ma tiene tutto. Ce l’ha quasi fatta. Apre la porta del cesso e si fionda sulla tazza che però, prima di venire a dormire, aveva chiuso perché se no la mattina il gnappo ci butta dentro la qualunque. Tipo le sue scarpine giocando alla barchetta che galleggia nell’acqua del water.

Ore 3.31. L’hamburger della cena torna così a vedere la luce. Non le era neanche piaciuto tanto. Figuratevi doverlo pulire alle 3 e mezza di notte.

Intanto metto su l’acqua a scaldare per la tisana al finocchio. Quel che ci vuole per sistemare lo stomaco in baracca. E le do anche un antiemetico.

Con la pancia vuota e la temperatura corporea recuperata spegniamo la luce. Il mio sonno ormai è andato. Mi giro una trentina di volte nel letto. Poi quando sto per riprendere sonno verso le 4.30 si sveglia il gnappo piangendo. Provo a riaddormentarmi, ma lui si sveglia un’altra volta.

Implacabile la mia sveglia delle 7. Non vedo l’ora di toccare il letto. In tutto questo, almeno lo squaràus sembra evitato. Poteva sempre andarci peggio.