Ancora in attesa, tra tracciati e nonni graffitari

Tutto tace. O meglio, qualche contrazione c’è. Ogni tanto, leggera leggera. Stamattina altro monitoraggio e visita in ospedale. Questa volta l’ho accompagnata anch’io. Me ne sono stato un paio d’ore in sala d’attesa mentre Anna si faceva attaccare quella specie di elettrocardiogramma alla pancia.

“Torni mercoledì, se non si rompono le acque prima”, il responso delle ostetriche. E quindi aspettiamo. Io da domani sarò in ferie e spero che il pupo non si faccia attendere troppo. Vabé, portiamo pazienza. Abbiamo fatto 30 facciamo 31.

In sala d’attesa le scene peggiori (più invecchio e più divento intollerante lo so…). Graffiti sui muri con dedica e data in onore dei nuovi nati. Inciviltà? Ignoranza? Voglia di imbrattare gli spazi pubblici? Grafomania per ingannare l’attesa? Mah…

La scena degli altri che scrivevano sui muri con il pennarello “8/1/2012 aspettando Sofia” mi ha fatto un po’ girare le balle.

Ho così fotografato col telefonino alcune “dediche” di parenti e nonni ai loro neo-nipoti. Se l’esempio (oltre che la buona educazione) lo danno i nonni, siamo a posto! Vabé, non guardiamo la pagliuzza nell’occhio degli altri che è meglio và…