Antibiotici, terme in regalo, capodanno, befana

2012 2013Io tendenzialmente non sono favorevole agli antibiotici. Anche se sono uno che è cresciuto a pane e antibiotici, manco fossi  uno di quei polli in batteria allevati senza scrupoli. No, perché, è facile guarire con gli antibiotici. Quelli fanno piazza pulita. Ma magari, molte volte non servono, basta che l’influenza o quello che è faccia il suo corso.

Oi, non sono un medico, quindi non ho voce in capitolo. Quello che so di medicina è solo esperienza personale e cose sentite in giro. Sta di fatto che in questo mese la mia famiglia ha contribuito in maniera notevole a far arricchire i produttori di antibiotici. Prima Anna per un’herpes agli occhi. Poi io per l’influenza. Poi lei per l’influenza che le ho attaccato io. E infine il gnappo che si è beccato un febbrone con mega catarrone dopo Natale.

Il medico del pronto soccorso che lo ha visitato ha detto. Aspettate un paio di giorni e poi, se la febbre non passa, dategli l’antibiotico. Mia zia, che è pediatra (quella che mi ha cresciuto a pane e antibiotici) sentenzia: dateglielo subito. Ma dai!

E così abbiamo fatto. Anzi hanno fatto, visto che non mi hanno neanche consultato sul da farsi. Risultato: la febbre gli è passata subito. Poi, su invito insistente di mia suocera, io e la mia dolce metà siamo riusciti a farci un paio di giorni alle terme. Io avevo un po’ di scrupoli a dir la verità. Sarei andato magari con un giorno di ritardo, accorciando la mini-vacanzina a una sola notte. Ma vista l’insistenza e visto che effettivamente il pupetto aveva riacquistato una bella cera, mi sono lasciato convincere.

Non so come ma ce l’abbiamo fatta, prima della fine dell’anno, a farci questo piccolo regalo. Due giorni di vita in accappatoio. Che poi a me ste terme un po’ mi annoiano. Dopo aver fatto il primo bagno in piscina ed essermi messo ad asciugare nella zona relax (tempo trascorso mezz’ora) già guardavo sconsolato l’orologio pensando: “E mo’? Che si fa?”.

Però tra un bagnetto, un pranzo, una cena, un giretto per il paese e finalmente l’utilizzo abbastanza intensivo di un letto che non cigola (deo gratias), i due giorni sono passati alla grande. E senza sensi di colpa visto che anche il gnappo coi nonni è stato benissimo e, tra l’altro, la prima notte se l’è sparata tutta senza risvegli.

Tornati a riprenderlo siamo andati dagli altri nonni. Cena del 31 in casa a giocare col pupo e poi a fare il dj nel solito locale. Ormai il giro di boa di metà vacanze è stato raggiunto. Superato lo scoglio(namento) di Natale e il rituale di Capodanno, non ci resta che attendere serenamente l’arrivo della vecchietta. Ah, poi ci sarà anche il primo compleanno del gnappo. Ma per questa volta direi che una torta può bastare. E via andare.