Baby calciatori e baby veline

calcioSiamo ancora in clima Mondiali, nonostante la meritata batosta. Ieri, ancora un po’ incredulo e arrabbiato dopo l’uscita dell’Italia, guardavo il gnappo mentre in casa giocava a palla. Devo ammettere che ha i piedi buoni. Almeno il sinistro, visto che lui è mancino. Giocare a pallone gli piace. E’ il suo gioco preferito, almeno per adesso.

Si mette sotto la cucina, mi dice di andare davanti a lui a qualche metro di distanza (“lllììì!” è l’ordine insindacabile), e poi ci mettiamo a palleggiare. Lui ci sballa proprio con la sua “lalla”. Per fortuna è piccola e morbida e di danni in casa non ne ha ancora fatti il nostro mini-pallonaro.

Non so da chi abbia preso questa passione, visto che ha un papà che di calcio non c’azzecca niente. Non gli ho insegnato io a giocare e non potrei farlo più di tanto, visto che sono sempre stato una schiappa (di solito ero l’ultimo scelto in squadra e finivo in regolarmente visto che nessuno ci voleva andare). Il gnappo invece ci prende. Ha mira e tira delle belle fucilate.

Eccone un altro. Lo so che prima o poi mi dirà che vuole fare il calciatore. E ci vorrà del bello e del buono per convincerlo che anche il curling è meglio del calcio. Potrebbe giocare a basket o a scacchi, ma lui vorrà giocare a pallone. Poi sento i racconti degli amici che hanno figlie femmine: a loro invece piace ballare. Vogliono fare le ballerine.

Penso: ma perché già così piccoli i bambini imitano già i calciatori e le veline? E’ davvero una cosa innata, un istinto, un lavoro (lavoro?!) legato all’essere maschi e femmine? Perché al gnappo piace il calcio anche se in casa nessuno glielo ha mai insegnato più di tanto? E perché alle bambine piace fare le ballerine? (Penso alla figlia di un’amica che, vestita in casa con tutù rosa, mi guarda e mi dice: “Io sono una ballerina!”).

Ditemi che non è vero. Che ha ragione la teoria del gender. Che i maschi non sono mediamente più irruenti e fanno cose “da maschi” in quanto maschi, mentre le femmine “da femmine” perché sono femmine. Che il gnappo è manesco, irruente, basic, istintivo, solo perché è l’ambiente esterno che lo condiziona. Che non giocherà da grande a calcetto e al fantacalcio. Che è la società che lo rende così, anche se noi nelle sue passioni non ci abbiamo ancora messo becco. Ho bisogno di rassicurazioni: non voglio diventare il papà di un calciatore!