Casa che vai, tata che trovi

Qualche giorno fa siamo andati a trovare una mia amica che ha figliato prima di me. Lei è a quota due e vorrebbe arrivare a tre, di cui almeno un maschio. Visto che finora ha due femmine spero che gli arrivi al prossimo giro.

Lei non lavora, vive nella casa a fianco dei genitori, con la mamma onnipresente e onnifacente che le dà una grossa mano nella gestione della casa. In più hanno anche una tata sudamericana che staziona da loro 8 ore al giorno 6 giorni su 7. Un bell’aiuto che oltre a farle le pulizie in casa, tiene la bambina più piccola nel marsupio quando questa piange (cioè sempre tranne quando non è in braccio). Mentre l’altra è molto spesso con la nonna.

Quando li siamo andati a trovare siamo rimasti un po’ stupiti e quasi affascinati dalla presenza discreta della tata. Poi parlandone tra noi, abbiamo cercato di pensare ai pro e contro. La cosa più figa è avere sempre la casa pulitissima che credo sia un po’ il sogno di ogni donna. Questa ragazza (che ha più o meno la mia età) passa tutto il giorno a pulire, spolverare, sistemare. In quella casa non dev’esserci un filo di polvere. Non come da noi dove sembra di essere nel deserto americano con cespugli di “gatti” che rotolano per casa.

Tu passi, cucini, sporchi e lei pulisce. Fantastico. Poi c’è il fattore baby sitter: tu sei in casa, la bambina piange e taac, la sgnacchi subito alla tata. La bimba deve dormire? Perché metterla a letto tu quando hai una persona pagata apposta per farlo? E via così… Addirittura se la portano anche in vacanza. Non si sa mai che non ci si possa riposare!

La mia ovviamente è tutta invidia. Con una tata in casa potremmo fare anche noi 4 o 5 figli. Però, mi viene sempre il dubbio… Penso ci siano anche dei contro: tra questi, forse, la mancanza di libertà. Non mi immagino come sia vivere con una persona “estranea” che gira per casa. Come farei a svaccarmi sul divano e magari a ravanarmi nelle parti intime davanti alla tv senza sentirmi spiato? Come potrei esprimermi liberamente con un ruttino? Insomma, dopo un po’ mi sentirei in gabbia. O forse sbaglio io. Magari dopo un po’ diventerebbe quasi invisibile e non ci farei più caso.

E poi mi sentirei un po’ in colpa. Perché, se facessi fare tutto il lavoro “sporco” (pannolini, pianti, addormentamenti impossibili del pupo) a un’altra, toglierei dalla mia vita tutta quella parte rognosa che però, quando l’hai passata ti dà quel minimo di soddisfazione in più per avercela fatta. E poi c’è già Anna che si smazza già tutte quelle cose e non chiede neanche la tredicesima! (shhh, se mi sentisse!). Io e lei ne abbiamo parlato a lungo: un po’ invidiamo la mia amica per tutto il tempo che trova per lei (fa torte, ogni 3X2 è dal parrucchiere o a farsi le unghie, esce con le amiche ecc.), ma poi siamo molto più soddisfatti della nostra vita incasinata. Alla fine stiamo facendo tutto da soli e la libertà non ha prezzo.

E comunque il dubbio non si pone. Già pagare il mutuo e l’asilo nido è un salasso. Con le spese siamo già a posto. A proposito, è arrivato il preventivo della libreria: dagli 8mila siamo arrivati a 4mila. Già più ragionevole.