Casa da comprare, non è un Paese per bamboccioni

Se tutto va bene  a gennaio compreremo la nostra prima casa. Ovviamente fuori dal nostro budget. Dopo una ricerca durata quasi un anno, quando ancora Anna non era incinta, siamo riusciti a trovare una quasi giusta via di mezzo tra metri quadri che volevamo (una novantina), zona (non piazza San Babila, ma tranquilla laterale in zona Cenisio) e prezzo (sempre troppo per le nostre tasche, ma rispetto alla media delle case a Milano una quasi decente offerta di mercato).

Ovviamente l’appartamento sarà da ristrutturare. La cosa mi preoccupa abbastanza, visto che c’è gente che arriva anche divorziare per una ristrutturazione, e i tempi stringono. Compromesso ieri, rogito a fine gennaio, entrata prevista per metà maggio se tutto procede. Quindi ci entreremo in tre, quando il pupo avrà più o meno 5 mesi. Per i primi tempi staremo ovviamente nella casa in affitto dove siamo ora che stiamo pian piano già attrezzando per l’arrivo. Ieri mio suocero, a cui Geppetto e McGiver fanno un baffo, mi ha montato un mobile Ikea dove mettere i suoi vestitini (del pupo, non di mio suocero), visto che i nostri armadi sono già sbombati.

Spero solo che vada tutto bene e che, dopo il parto, riusciremo a stare nei tempi di ritrutturazione giusti per non rimanere troppo a lungo nella vecchia casa, ma soprattutto che la Provvidenza provveda e i debiti con la banca che mi sto accollando non mi travolgano.  Sento molta più responsabilità visto che Anna per la gravidanza non lavorerà per un po’ e mi toccherà da solo “portare a casa la pagnotta”. Incrocio le dita. Per fortuna ci sono i nostri genitori (le uniche vere banche e assicurazioni affidabili del terzo millennio) che hanno già ampiamente provvisto a finanziarci gran parte dell’acquisto. Ma non vorrei pesare su di loro visto che è da ormai 10 anni che sono indipendente.

Pensando che tanta gente della mia età in Italia non può quasi neanche pagarsi una stanza singola in affitto, mi ritengo molto fortunato. Anzi, fortunatissimo. A 30 anni sto per avere il primo figlio in un Paese a natalità vicina allo 0. Non voglio un monumento, visto che ho fatto solo quello che dovevo e volevo, ma spero solo che la fortuna mi assista sempre come è ha fatto finora. Non so se l’Italia sia un Paese di bamboccioni. Io cerco solo di fare la mia parte. Niente di più.