Archivi categoria: Il Bosco di Fede

Deve fare più rumore una foresta che cresce di un albero che cade

“Non riuscivo a educare mia figlia”, l’albero di Marianna

Bosco di Fede

Marianna è una giovane mamma 29enne e fa l’educatrice. Ha accolto la sua bimba con immensa gioia, dopo aver avuto alcune difficoltà in due precedenti gravidanze. Ma come dice il proverbio? “Il calzolaio ha sempre le scarpe rotte…”. E infatti lei paradossalmente, che al lavoro si trova a suo agio a gestire i figli degli altri, ha dei problemi proprio nell’educazione della sua piccola.

Ecco il suo albero nel Bosco di Fede che silenziosamente cresce, poco alla volta, senza fretta. Se volete contribuire a farlo diventare sempre più grande, la terra è qui.

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L’albero di Mauro, da attore a clochard

Bosco di FedeMauro ha 60 anni ed è un attore. L’ho incontrato per la prima volta circa un mese fa davanti a una banca. Mi ha chiesto una sigaretta con modi gentili e ci siamo messi a parlare. Mi ha raccontato che si è trovato in strada dopo aver prestato dei soldi ad alcuni amici che non gli sono mai tornati indietro e dopo che la moglie gli aveva svuotato il conto in banca per andare con un uomo di 25 anni più giovane di lei.

Mauro da più di nove mesi vive per strada. Il suo indirizzo adesso sono le panchine di viale Lazio. Dorme riparandosi sotto il tetto della casupola di uno scivolo per bambini. Chiacchiera con la gente che incontra, a cui regala un sorriso e uno dei suoi monologhi. Mauro non si lamenta mai. Nonostante la condizione temporanea di clochard, dice che è riuscito a trovare il lato positivo anche in questa difficile esperienza. La gente del quartiere gli vuole bene e lui vuole bene alla gente.

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La depressione dopo il parto, l’albero di Sara

Bosco di FedeC’è un nuovo albero nel Bosco di Fede. E quello di Sara, che dopo il parto è stata poco alla volta avvinghiata da “montagne sempre più alte” che le oscuravano il futuro.

Non è mai facile parlare di depressione. Soprattutto dopo la nascita di un figlio, la cosa più bella e straordinaria che può capitare nella vita. Ma sono convinto che parlarne faccia bene: a chi scrive e a chi legge.

Grazie Sara per il tuo albero. Il bosco silenziosamente cresce, poco alla volta, senza fretta. Se volete piantare il vostro, la terra è qui.

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Perdere il lavoro dopo il parto, l’albero di Valeria

Bosco di FedeValeria ha un bimbo di 10 mesi e ha perso il lavoro quando era in maternità. Dopo essere diventata mamma, nonostante tutta la felicità che una nuova nascita può portare, ha passato dei momenti bui. Si è sentita annullata, è ingrassata, tutto per lei è diventato uguale. Valeria però ha fiducia nel futuro, sa che questa è una fase che passerà, che questo periodo nero che sta attraversando sarà presto solo un ricordo. In questo la sta aiutando molto il marito che la sostiene e l’ha coinvolta attivamente in alcuni progetti.

Ecco il suo albero-racconto. Continua a leggere

La castità prima e dopo il parto, l’albero di Maria

Bosco di FedeNon esistono “istruzioni per l’uso” sull’essere genitori. Né su come essere mogli, mariti, compagni, o amanti. Ed è un bene, perché per fortuna non esiste il “genitore perfetto”, né il marito, la moglie o il compagno perfetto.

Sono rimasto impressionato dai tanti messaggi che mi avete mandato, con commenti e anche via mail, dopo il mio post sulla crisi sessuale che una coppia può vivere dopo l’arrivo di un figlio. Così come dopo avervi raccontato la crisi di Anna, che, nonostante l’arrivo del gnappo, in certi momenti si sente “come un barattolo vuoto”.

Ognuno ha la sua storia, le sue gioie, difficoltà, speranze, momenti felici o bui. Raccontarli e condividerli fa bene. Scrivere aiuta a mettere in ordine le idee, a guardare i problemi con un po’ più di lucidità. Questo l’ho provato sulla mia pelle. Ricevere pareri e consigli, magari da chi ha passato momenti simili, può aiutare a superarli. Sapere che anche altri stanno vivendo o hanno vissuto quello che ci sta capitando. Che non siamo soli.

Ho pensato di inaugurare una nuova rubrica. Per condividere le storie di chi vorrà raccontarle. Uno spazio come la Spiaggia di Nina. Il mio vorrebbe un bosco, dove passeggiare insieme, parlare lungo il sentiero, riflettere, raccontarci le gioie e le difficoltà della vita di coppia e della vita da genitori. Ognuno, se vuole, può piantare un albero: storie di vita familiare che spesso si fa fatica a raccontare agli altri. Un po’ per vergogna e un po’ per la paura di essere giudicati o non essere capiti.

Il primo albero lo ha piantato Maria. In un mondo ipersessualizzato come il nostro, forse il vero tabù è parlare di castità matrimoniale. Ecco la sua storia:

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