Archivi categoria: Da 0 a 9 mesi

Noi due prima dell’arrivo del gnappo

No, la Candida no! Mannaggia al lievito

Volevo parlare del montaggio del passeggino/culla/tris per cui ho impiegato un intero pomeriggio. Volevo parlare dell’ultimo appuntamento dei papà per il corso preparto (con tanto di massaggio finale). Invece devo scrivere di qualcosa di più intimo. Molto più intimo. Tanto intimo che il solo nome può far venire i capelli bianchi: la Candida appunto.

Ehm, mi vergogno anche un po’, ma essendo questo un diario fedele di tutto quello che mi sta capitando da quel giorno in cui sono comparse le impreviste due lineette del test di gravidanza, mi sento in dovere di raccontare quello che mi succede giorno per giorno.

Dunque. Mesi fa Anna aveve preso la temibile Gardnerella Vaginalis. Dopo il pap test ha preso le sue suppostone da inserire “in sito” (che belli i termini tecnici delle istruzioni) e il tutto sembrava finito.

L’altro giorno guardo con un po’ di attenzione il mio “migliore amico” e cosa vedo? Puntini rossi, come se avesse un leggero morbillo. Poverino!! Inizia il sospetto. Lo tengo sotto ossevazione per un po’ e vedo anche delle cose bianche attaccate a quello che in termine tecnico si definisce “glande” o che a Napoli tra amici si chiama come quando si canta senza strumenti musicali: “a’ cappella”.

Arghhhhhh!!!! Sarà mica Candida???!!!! Ora forse mi spiego perché faccio pipì come un cane a spasso. Altro che Sindrome della Couvade!

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Help please! Come gestire i nonni dopo il parto?

Ho letto un post utilissimo su GiorgiaLand (che ringrazio) con i consigli pratici per il dopo-parto. E mi è venuto un dubbio amletico. Quando devo prendere le ferie? Subito dopo la nascita o dopo 15 giorni? E soprattutto, come gestire i nostri genitori?

Le ipotesi sono due: 1) mi metto in ferie (massimo due settimane) quando il nano arriva, senza avere troppa gente in casa tra le balle oppure 2) continuo a lavorare, lascio passare 15 giorni con i suoceri che si trasferiscono a casa nostra. Poi dopo una o due settimane li sbatto fuori di casa e a quel punto entro in ferie io per dedicarmi un po’ alla family.

Oggi ne abbiamo parlato tra noi, ma, essendo dei novellini, non sappiamo quale sia l’opzione migliore. In particolare siamo combattuti sulla gestione dei nostri genitori, che, essendo pure loro nonni alle prime armi, vorrebbero essere sempre onni-presenti (pur abitando in due città diverse e lontano da noi).

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La gravidanza e il corpo femminile

Il corpo femminile è e rimarrà sempre un mistero per gli uomini. Oltre ad essere stupendo e complicatissimo, ha una capacità di adattamento all’ambiente e di trasformazione che neanche il T-1000 di Terminator 2 possiede.

Primi giorni dopo aver messo la “pagnotta nel forno”: la vita diventa più spessa, le tette si ingigantiscono. (Se volete leggere i tanti post sul tema avete solo l’imbarazzo della scelta… uno, due, tre).

La pelle della pancia si tira come una sfoglia man mano che il pupo cresce. All’inizio il tutto è nella norma, poi il cocomero diventa veramente una protesi voluminosa e pesante. All’ottavo mese (34esima settimana circa) è un pallone aerostatico che sembra quasi posticcio. Ti vien voglia di dire: “Dai, togli quel cuscino da sotto la pelle!”. Invece là dentro c’è un nano scalciante.

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Meno un mese e mezzo al lancio! Forse…

Ieri abbiamo fatto la penultima ecografia dalla ginecologa. A parte Anna che stava per svenire sul lettino, perché a pancia in su non le andava più il sangue alla testa, tutto ok. Il pupo è sempre un maschio, ho intravisto il suo piccolo futuro oggetto di piacere (fatto e finito), il naso e gli occhi (ho pure il dvd, magari prossimamente metto qualche foto).

Non assomiglia più ad Alien, ma sembra un nanerottolo con gli occhi chiusi. Una specie di gnomo con il naso da maialino e le gote paffute. Non è poi così brutto come prima. Almeno così ho potuto capire dall’ecografia. Tra l’altro è già in posizione “cefalica” (altra parola finora sconosciuta che unisco a “prostaglandine“, “primiparo”, “podalico”, “perineo”, “Gardnerella vaginalis“, “episiotomia” e tante altre. Insomma, praticamente è a testa in giù, pronto per il lancio. E’ sulla rampa, manca solo l’espulsione.

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Le posizioni da kamasutra del travaglio e del parto

Al corso preparto l’altra volta ci hanno dato questa fotocopia: le posizioni per il travaglio e il parto. Praticamente un kamasutra. Potremmo tenerla da parte e riutilizzarla dopo il parto, quando la patata sarà tornata in forma alla fine della “riabilitazione” da quella tortura a cui verrà sottoposta.

Da notare i disegni. Perché nel primo c’è una sedia a dondolo? Devo comprarne una? Quella dell’Ikea da 7 euro che ho in casa non va bene?

Ma ci vuole pure la poltrona sacco? (cfr disegni seconda riga). Quella originale di Zanotta??

Perché lei deve stare svenuta con la testa sopra la mia spalla? (riga quarta).

In uno dei disegni (secondo da sinistra nella terz’ultima riga) lei è seduta sul cesso e lui le fa un massaggio alle spalle. Uau!

Ma soprattutto, perché nell’ultima riga, secondo disegno da sinistra, lui è su una specie di “trono” e lei sotto appollaiata sotto le gambe di lui? Misteri della gravidanza…

Il mio primo corso preparto, mannaggia alle prostaglandine

Oggi ho fatto un’esperienza che almeno una volta nella vita consiglio a tutti. Il corso preparto. Finalmente anch’io sono entrato nel club delle partorienti, delle pance di ogni misura e grandezza, dei futuri papà sperduti. Ci sono posti dove mai avrei pensato di trovarmi nella vita. E invece…

Ore 14.30, (orario perfetto per chi lavora, già mi immagino tutti a chiedere il permesso al loro capo) mi ritrovo in una sala gelida che presto si scalderà anche troppo causa respiro dei circa 20 occupanti. Tutti seduti su materassini o cuscini, con schiena al muro e uno accanto all’altro. Niente scarpe, quelle si tolgono all’entrata. (Ovviamente io ero nel posto più vicino alle scarpe ma per fortuna non c’erano suole all’olezzo di formaggio francese in giro). Prima di uscire Anna ovviamente mi ha detto di controllare che le mie calze non fossero bucate (suggerimento non scontato).

Con noi gente di ogni tipo: giovani, meno giovani, impauriti, rassegnati, incuriositi, esperti, decisi. Tema della lezione: travaglio, parto, nascita. Mica cazzi!!

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Settimane di gravidanza, dalle emorroidi ai capogiri

Da quando siamo incinti un “must” per Anna è diventato il sito Settimane di gravidanza dove si possono controllare gli avanzamenti del “pupo medio” e i vari stati di “grazia” o “disgrazia” che l’essere incinta comporta.

Noi, se i conti sono giusti, dovremmo essere più o meno alla 31esima. Ecco i sintomi riportati dal sito-bibbia di tante mamme online: “La gestante può soffrire di diversi dolori, quali il mal di testa, il mal di schiena, localizzato, soprattutto, nella parte bassa della schiena e dolori a livello dell’inguine”. E fin qui, tutto nella norma, un po’ di mal di schiena ci può anche stare…

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Partito il corso preparto, il mondo è bello perché è vario

E’ iniziato il corso preparto. Dopo essere stati rifiutati dalla famigerata clinica Mangiagalli, il bambinificio di Milano, siamo andati in un classico consultorio Asl. L’ostetrica boss che lo tiene è simpatica. Finora l’ho vista solo una volta, quando ci siamo andati a iscrivere facendo la temibile “scheda” dove ci hanno fatto le domande più improbabili.

Non vedo l’ora di andare alle tre (ben tre!) lezioni accessibili anche ai futuri papà. Sono molto curioso. Aspetterò il mio turno visto che gran parte del corso è riservato alle mamme. Ieri Anna mi ha fatto invece il resoconto della prima “lezione” e sembra si sia trovata bene.

Mi ricorda un po’ il periodo della scuola guida. Quei posti in cui ti trovi con gente che mai e poi mai avresti incontrato nella vita, ma che sono lì con te e provano la tua stessa esperienza. Dall’operaio al manager si è tutti sullo stesso piano ed è quasi un miracolo.

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Questione di carattere, singhiozzo e calci nella pancia

Sarò sulla via del rincoglionimento precoce, ma pian piano mi sembra di iniziare a conoscere il nanerottolo. A parte sentire i suoi calci e le sue testate quando metto le mani sul pancione, (ora sembra veramente che ci sia un Visitors là dentro da come la pelle si muove e la cosa fa un po’ impressione) sto cercando di intuire anche il suo carattere. Forse sto esagerando con la voglia di fare il “papà perfetto”, ma  pian piano, fin da questi mesi di “coltivazione in serra” poco alla volta capiamo nuove cose di lui.

Ad esempio lui scalcia tantissimo quando siamo in casa tranquilli, mentre quando è fuori in mezzo al casino o sente voci che non conosce se ne sta buono buono, quasi si voglia nascondere per paura di essere visto. Cuor di Leone eh? Lo chiamiamo Riccardo?

Quando Anna si corica per andare a letto inizia invece a scalciare come un cavallo (idem quando lei mangia cose dolci, sarà forse la botta di zuccheri?). Insomma, forse è un po’ un cagasotto che ha paura anche della sua ombra o forse (e qui inizia la proiezione quasi paranoica del mio ego) assomiglia a me che da piccolo ero un terremoto in casa e un agnellino fuori.

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