Archivi categoria: Io lei e l’altro

La vita a tre dopo la nascita del gnappo

Caro bimbo, tra pannolini & co., ma quanto mi costi?

Ormai ho il portafoglio a fisarmonica. Questo bambino già in pochi giorni ci sta venendo a costare un patrimonio. Ed è solo l’inizio. Non so perché, ma con cadenza quasi giornaliera mi ritrovo senza un soldo in tasca e sono costretto a dover prelevare con una frequenza mai vista prima. Per fortuna il gnappo sta bene e non ci sono spese mediche “straordinarie”, ma solo per gli oggetti di “routine” è incredibile quanto un figlio possa costare.

Faccio un po’ di conti della serva a spanne:

Pannolini. I Pampers all’Esselunga costano 6.99 euro. Alla Coop circa 7.10. Ce ne sono dentro 28, costano circa 25 centesimi l’uno. Calcolando che tra pipì e cacche ne farà fuori almeno una decina al giorno (tanto per stare bassi) il conto è presto fatto. Ho provato a comprare i pannolini più economici, i Pillo. A parte il fatto che per andare fuori Milano  (14 km da casa mia) ho speso un casino in benzina e il risparmio è già andato a farsi benedire (e tra l’altro mi sono pure perso in scooter in mezzo al nulla nella nebbia di questi giorni) non è che poi si risparmi così tanto.

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La stanza allattamento dell’Ikea

Ci sono posti off limits quando sei single. Tipo i locali per scambio di coppia o la stanza per l’allattamento dell’Ikea. Erano anni che sognavo di andarci. Oggi il tabù è stato infranto. Dopo aver portato il gnappo in ospedale per la visita di controllo dopo la prima settimana di vita – il porcellino è aumentato di 200 gr in 7 giorni tornando ai 3,5 kg della nascita, mica male per uno che ancora si attacca al seno con qualche difficoltà! – siamo andati all’Ikea.

In macchina, nella sua culla, si fa delle grandi ronfate. Quando invece lo portiamo a spasso spalanca gli occhi curioso di luci e rumori che vede e sente. Arrivati nel tempio del mobile a basso costo svedese era l’ora della poppata.

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Prima settimana da papà, siamo sopravvissuti

La prima settimana è passata. Domenica scorsa alle 3.30 la corsa in ospedale. Poi due giorni di ospedale e cinque a casa. Poteva andare peggio. Molto peggio. Insomma, il bilancio è più che positivo. Gli unici inconvenienti sono la sciatica di Anna (che dopo il parto invece che migliorare è peggiorata), i “problemi tecnici” per attaccare bene Giacomo al seno, con conseguenti ragadi, e un po’ di sonno in arretrato. Ma mica si può avere tutto dalla vita no??

Sciatica. Oggi sono andato in farmacia per comprare un po’ di Ibuprofene. Speriamo faccia effetto e che il dolore passi prima o poi. Alzarsi dal letto e sedersi per lei sono diventati un problema. Speravo le passasse dopo “l’espulsione” del gnappo, e invece le cose sono quasi peggiorate. “E’ un classico”, mi ha detto la farmacista.

Allattamento. Ad Anna sono venute due tette giganti. Due meloni mai visti! Roba da film hard! Ecco, peccato che per me siano al momento inutilizzabili. Sgrunt!

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Il primo week end da soli, con Dr Jekyll e Mr Hyde

Primo week end con il gnappo. Per fotuna siamo solo noi tre. Il tutto è più gestibile. I miei suoceri sono andati via ieri (forse torneranno domenica col bis-nonno) e oggi non dovrebbero esserci visite (forse una al massimo).

W la libertà! Sarà la cosa più difficile da avere in questi primi giorni. Dire ad amici e parenti di non venire sembra scortese, ma purtroppo credo sia l’unico modo per sopravvivere. Dobbiamo gestire le visite cum grano salis. Sarà dura.

Per il resto il gnappo sembra narcolettico di giorno e vispo di notte, mannaggia. Quando c’è gente a casa lui dorme e non piange quasi mai (neanche per il cambio di pannolino, incredibile!). Poi quando tutti se ne vanno dopo averci detto “Ma che bravo bambino, ma che fortuna che avete!”, lui si sveglia e alla notte da il meglio di sé. Infingardo, paraculo, che abbia preso dal papà?

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Primo giorno a casa, è tutto sotto controllo (speriamo)

Il gnappo e Anna sono tornati a casa ieri mattina dall’ospedale. Il primo giorno è andato bene, tra poppate, nanne e zero cacca. Il peggio è stata la notte. Tra pianti ogni dieci minuti, poppate svogliate e poco sonno. Insomma, praticamente notte in bianco. Vabbé.

Io per fortuna sono riuscito a dormire 3 ore dalle 6 alle 9. Anna neppure quelle. Poi ho fatto un pisolino nel pomeriggio, mentre abbiamo affidato il pupo ai nonni che per fortuna domani torneranno a casa loro (ci hanno dato una gran mano, per carità, Dio li benedica, ma averli tutto il giorno sui piedi, con le loro ansie ogni volta che il gnappo frigna non è il massimo della vita). Anche Anna ha provato a schiacciare un pisolo, ma non è riuscita neanche a prendere sonno. E’ agitata. Ogni tanto piange. E’ normale.

Per me è tutto sotto controllo (o quasi), devo cercare di mantenere io la “barra a dritta”: I miei suoceri invece, più emotivamente coinvolti, a vedere piangere loro figlia già avevano il cuore spezzato e volevano fermarsi a dormire da noi invece che in albergo. “Assolutamente no”, ho detto io tramite l’ambasciatrice. “Grazie e a domani”.

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Fotostory, travaglio parto e nascita

Secondo giorno. Il pupo sembra abbastanza bravo. Ma non lo dico troppo forte, potrebbe presto smentirsi. Domani forse li dimettono e torneranno a casa. Questa potrebbe essere la mia ultima sera da single, come ai vecchi tempi. Pensavo di andare a ubriacarmi con gli amici, ma in giro non c’è nessuno. Quando servono gli amici non ci sono mai. Sarà perché anche loro hanno messo su famiglia? Può darsi.

Ecco un po’ di foto che documentano il nostro (o meglio il suo) travaglio, parto e nascita che ho scattato ovviamente a sua insaputa.

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Vita

Alla fine sono entrato in sala parto e ho visto quel muso spuntare dalle gambe della mamma e fare il suo ingresso nel mondo. Che viaggione. Una scena che non dimenticherò mai. Il suo musino tutto stropicciato (della serie, stavo meglio prima, cos’è tutto questo casino?), il suo colore violaceo che poi è diventato a poco a poco sempre più rosa carne, i suoi occhi che ti guardano  negli occhi, le sue mani che stringono le tue dita.

E’ ufficiale, la paternità provoca dipendenza. Peggio dell’alcol, delle sigarette, della droga, del sesso. Ho lasciato lui e la mamma in ospedale e non vedo l’ora di rivederli. Pessimo inizio per un papà che voleva essere il più “lucido” e “cinico” possibile e si ritrova a piangere e a ridere nello stesso momento in sala parto, (e per questo è stato poi preso  per il culo dalla puericultrice “casinara”), non appena quella testolina da Alien, munita di capelli, è spuntata dal nulla.

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