Archivi categoria: Noi quattro

Post vacanze 2016

Monaco e PanachéToc toc… C’è nessuno? Boh, io provo a rientrare eh… Con passo felpato, ma felice di tornare a casa dopo averla lasciata per tanto tempo. Provando magari a chiamare e invitare qualcuno, vedere chi c’è e chi non c’è. Chi è tornato in città, chi magari non se n’è mai andato. Vedere chi invece è ancora in vacanza, beato lui…

Era dai tempi del viaggio di nozze che non facevo tre settimane di ferie. Tornare al computer rischiando di dimenticare le password (che se non ci fosse Google Chrome a ricordarmele avrei passato mezza giornata solo a fare il recupero).

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Streptococco bello

tampone da streptococco belloQualche mese fa avevo scritto un post sullo streptococco. Questo fantomatico batterio che ormai da mesi, ciclicamente, torna a casa nostra. Evidentemente si trova bene da noi. Gli piace il gnappo, ma soprattutto Anna che lo becca ogni tre per due. Da lì poi arriva anche a me e a The Second.

Da mesi ormai stiamo rendendo ricchi i laboratori di analisi che con tamponi rapidi e colturali autofinanziano le proprie ricerche scientifiche su “come fare soldi con una famiglia di quattro persone, con un batterio solo, ma cazzuto”.

Siamo quindi ancora alle prese con gli antibiotici. Amoxicillina e acido clavulanico. Mortacci loro.

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La cacca molle

la cacca molle

Il gnappo ha un nuovo tormentone: la cacca molle. Che non è un virus gastrointestinale, per fortuna. E’ semplicemente la sua coglionaggine da asilo, che lo porta a fare il coglionazzo quando tu gli stai parlando, magari anche di cose serie.

Si diverte così, il cabarettista. Tirando fuori la sua parola magica per far arrabbiare noi e divertire lui. La cacca molle. Che poi la c sembra quasi una p e da caccamolle potrebbe essere anche pappamolle. Perché lui conia anche i neologismi. Sta di fatto che questa cacca ce l’ha sempre in bocca, metaforicamente parlando, si intende.

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Fratelli

Di che reggimento siete fratelli?
Parola tremante nella notte
Foglia appena nata
Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità
Fratellignappo e the second

Se c’è una cosa bella è vedere tutti i giorni quei due lì. Uno grande e uno piccolo. Uno di quattro anni e uno di quasi un anno e mezzo. Diversi. Diversissimi in tutto. Ma che si vogliono un gran bene, anche se non perdono occasione di saccagnarsi come si deve.

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Una giornata tra Peppa Pig e trenino Thomas

leolandia_45_11Non è facile affrontare il weekend quando hai le balle girate. Quando vorresti sparire, prenderti del tempo per te stesso, salire su un treno e partire per chissà dove, giusto per riordinare un po’ le idee. Quando hai davanti il buio e vedi tutto nero bisogna mantenere la calma. Non fare gesti inconsulti. Portare pazienza. E non sempre è facile.

Ci ho provato un paio di settimane fa, subito dopo la Festa del Papà, quando avevo i nervi a fior di pelle e il morale a terra per una serie di motivi che ancora non ho capito bene quali. Però, arrivato il venerdì sera, c’era da impostare il fine settimana con i gnappi e Anna. E lì per lì io avrei voluto passarlo in casa tutto il tempo, con il muso lungo senza rivolgere la parola a nessuno.

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“Ce li siamo goduti poco”

gnappo the second“Ce li siamo goduti poco”. Questo il commento dopo che io e Anna abbiamo spulciato sul pc le vecchie foto del gnappo da piccolo, più o meno all’età che ha The Second adesso. Secondo lei si assomigliano tantissimo, secondo me no. Ma su una cosa siamo d’accordo. Tra l’anno e l’anno e mezzo, prima dei terrible two, il gnappo era più bravo di The Second. E per “bravo” intendo che piangeva molto di meno durante il giorno ed era molto più sorridente.

Forse, a tre anni di distanza, i ricordi sono sbiaditi. Dovrei andarmi a rileggere tutti i vecchi post dell’epoca per fare un paragone il più oggettivo possibile. E forse scoprirei che, in realtà, non era così diversa la storia. Ma vedendo come in così poco tempo il gnappo sia cresciuto e sia diventato “un altro” rispetto a quel barattolo simpatico che muoveva i primi passi dietro al suo pinguino il pensiero che ci è venuto non è esagerato. E’ vero, ce lo siamo goduto poco.

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Quattro anni e un anno

the second primi passi (3)Quello là adesso cammina. Ormai si alza in piedi da solo, prova a trovare il suo equilibrio, muovendo il bacino avanti e indietro, e poi stacca un piede da terra. Prima uno e poi l’altro. E va avanti. E ride.

Quando cammina sembra un orso. Che sono un po’ dinoccolati su due zampe, e sembra stiano camminando sulle uova, sempre in cerca di un equilibrio… Ma è bello da vedere. Proprio bello. Il suo sguardo truce c’è sempre, ma in compenso ride un sacco. E’ un simpaticone The Second. Incazzoso e simpaticone. Un bel mix, non c’è che dire.

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Bello e impossibile

ma belloBello. The Second è proprio bello. Lo so che ogni scarrafone è bello a papà suo. E’ vero. Ma tra l’anno e l’annoemezzo i bambini sono bellissimi. Non sono troppo piccoli, visto che hanno superato la “fase neonato”. Ma non sono neanche troppo grandi. Sono dei barattoli di ciccia da annusare sotto al collo. Piedini da mordere e baciare. Tempeste di baci. Primi e ridicoli dentoni che spuntano fuori.

The Second adesso è così. E io so che rimarrà così bello ancora per poco. Più o meno fino ai due anni. Sei mesi “d’oro” in cui il tempo dovrebbe fermarsi. I bambini secondo me dovrebbero restare sempre così. Soprattutto se sono sorridenti come lui, quando vuole. Ride, mette i denti e sta muovendo i primi passi. Tira anche i capelli al fratello quando lui gli gira attorno.

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Hanno riaperto gli asili, Deo gratias

keep calm asili apertiOk, ve lo dico. Dopo quasi due settimane di vacanze, tra Natale, Capodanno e Befana, stavo sclerando. La verità è che io adoro la routine e queste feste comandate mi distruggono. Non posso stare in casa h24, fare il papà sul serio, vedere i gnappi tutto il giorno, non andare a lavorare.

E’ bello godersi un po’ di vacanza, per carità. E’ bello eh… Ma dopo un po’ ti viene quell’irrefrenabile voglia di asilo, quella necessità di consegnare i nani tra le braccia delle maestre e dire: “Fate i bravi eh, ci vediamo oggi pomeriggio”.

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