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Pensieri di un papà

A Volandia con i gnappi

Volandia

Qualche settimana fa sono stato con i gnappi a Volandia.

Anna doveva lavorare e così me li sono presi su e portati a vedere un po’ di aerei e altri oggetti volanti.

Mi avevano già parlato di Volandia ma non c’ero mai stato. Praticamente è a due passi da Malpensa e, per chi è appassionato di aerei, elicotteri, mongolfiere  & co. è una vera pacchia.

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Il nostro primo giorno di scuola

Primo giorno di scuola gnappo (3)-2000
La tensione nella mani

Sapevo che anche questo giorno sarebbe arrivato. E, come sempre, prima del previsto.

Abbiamo accompagnato il gnappo al suo primo giorno di scuola. Che non mi sarei perso per niente al mondo. E ho avuto la fortuna di esserci.

[Spoiler]

Alla fine è andata discretamente bene, c’era un casino che la metà basta, ci ho capito poco, ma comunque è andata ed è stato fin troppo veloce.

[Fine spoiler]

Qualche emozione però c’è stata e il primo giorno è andato meglio degli altri…

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Ottavo anniversario

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette e otto.

Ho poco tempo per scrivere un post sensato, prima che finisca il giorno del nostro ottavo anniversario di matrimonio.

Quindi scrivo di getto e non rileggo, quel che viene viene.

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Ansia da prestazione e pellegrinaggi notturni

Da qualche mese a questa parte non c’è notte (o quasi) che il gnappo non si infili nel lettone.

Il suo sonno è sempre stato un problema, fin da piccolo. Poi, dai due anni e mezzo, magicamente, ha abbiamo iniziato a dormire.

Poi è arrivato The Second e quindi sonno adieu.

Però il tutto è durato solo qualche mese perché The Second si conferma un ronfatore da competizione.

Uno di quelli che non si addormenta mai di sera, ma poi, una volta partito, scatta la “modalità sasso”. E alla mattina servono le cannonate.

Il gnappo no.

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Ultimo giorno di asilo del gnappo

Oggi è l’ultimo giorno di asilo del gnappo.

Fino a metà luglio ci saranno le sezioni estive, quando le classi si accorpano e le scuole si cambiano. Per due settimane sarà in classe con suo fratello (si spera) in una nuova scuola e con nuovi compagni.

Ma l’ultimo giorno di scuola per lui è oggi. L’ultimo giorno in cui sarà con la sua classe, con i suoi primi veri amici che veder tutti i giorni da tre anni a questa parte.

Secondo me lui non se ne rende ancora conto. Ed è giusto così.

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L’estate della Maturità

estate maturitàLo so, lo so.

E quindi? Cheddobbiamofa’?

Eh, niente, aspettare che vengano tempi migliori. Tempi in cui riuscire a mettermi lì, raccogliere i pensieri, le emozioni, le cose che stanno succedendo in questi giorni, mesi, anni.

E scrivere come una volta.

  • Per tenere traccia.
  • Per ricordarmi di questi fantastici tempi con i gnappi piccoli.
  • Per ritrovare un po’ me stesso. (Frase del menga da Mulino Bianco/Bacio Perugina che però un suo fondo di verità ce l’ha.

Perché nel fare cose da mane a sera, il rischio è quello di ritrovarsi senza capire bene perché.

Ritrovarsi tra qualche anno senza essersi goduti le cose importanti, quando poi sai che non torneranno più perché ormai il tempo in cui te le potevi godere è andato.

E quindi?

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Le settimane senza i nani

Ultimamente i nani vengono appaltati spesso ai nonni.

Un po’ perché loro sono contenti a tenerli anche per una settimana da loro, soprattutto i genitori di Anna. Un po’ perché anche il gnappo e The Second dai nonni ci stanno proprio bene.

Si sentono in vacanza, non vanno all’asilo e riescono a riposarsi.

Non sembra, ma tra scuola materna e giochi al pomeriggio (il gnappo il mercoledì fa calcio) arrivano stravolti e alla mattina c’è sempre da tirarli giù dal letto con le cannonate.

Così ne approfittiamo, soprattutto se, come in questo periodo, ci sono ponti in giro, tipo 25 aprile, 1° maggio & co.

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Tutti i post che avrei dovuto scrivere nel 2017 (e che non ho mai scritto)

Questo è un post di post. O meglio. Di potenziali post.

Il primo post del 2017 (quello sui buoni propositi) diceva alla fine: “Scrivere di più su questo blog”.

Ce l’ho fatta?

No

(Neanche gli altri punti sono stati spuntati in verde a dir la verità e rimangono lì, come buoni propositi evergreen, da rileggere ogni tanto e capire se ci si può tirar sopra una riga…).

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Sei anni

Stamattina sono venuto a svegliarti nel tuo letto. Ma il mio tono di voce è stato più delicato. Non ti ho urlato dietro come gli altri giorni e non ti ho messo (troppa) fretta come faccio sempre, visto che siamo sono sempre in ritardo.

Oggi è un giorno diverso, anche se hai fatto colazione come sempre e siamo andati all’asilo come sempre. Ma il papà oggi è stato più calmo del solito. Te ne sei accorto? Io invece stamattina ho visto nei tuoi occhi una luce diversa. Oggi è il tuo compleanno.

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E anche questo Natale… (7)

E anche questo Natale… Il post post-Natale è qualcosa che devo assolutamente scrivere. Quegli appuntamenti fissi che rassicurano la mia esistenza incasinata. Sapere che ogni vigilia di Natale c’è “Una poltrona per due” e poi il post riepilogativo su come, anche quest’anno, siamo riusciti a sfangare il 25 dicembre.

E in effetti l’abbiamo sfangata. Quest’anno dai suoceri.

[prequel, few days ago]

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Tre anni di The Second

Caro il mio balosso,

oggi tu compi tre anni. Mi ricordo molto bene quella notte in ospedale. Tu che non ne volevi sapere di uscire. Il parto indotto. Tutto il travaglio dall’inizio alla fine. E poi il cesareo, giusto per non farsi mancare nulla.

Io già da lì ti ho inquadrato sai? Già ho capito di che pasta eri fatto. Una bella pasta, non c’è che dire.

Sai che sono stato io (dopo le ostetriche) il primo a prenderti in braccio? Ti ho fatto subito un bel discorsetto che, mi sembra, non sia servito a molto.

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Andar per mobili

Quando faccio cose coi gnappi, mi ricordo di quando, da piccolo, anch’io “facevo cose” con i miei genitori.

Una di queste era andare il sabato pomeriggio per mobili. Quando c’era da cambiare il divano o il letto mi toccava andare con loro in quei grandi mobilifici lungo le statali (l’Ikea non c’era ancora) e girare tra camerette, soggiorni, cucine ecc. Due palle infinite.

Me li ricordo ancora quei pomeriggi perché avrei preferito andare a scuola anche di sabato pomeriggio piuttosto che girare con loro per mobili. Ognuno ha i suoi shock infantili. Tra i miei c’era questo.