Che cos’è la felicità?

che cos'è la felicità pillola rossaHo fatto una chiacchierata con mia sorella, mentre l’accompagnavo in macchina all’aeroporto. Della vita, delle scelte, del rapporto tra noi e i nostri genitori. Mia mamma avrebbe voluto che fossimo stati più vicini a lei e nella stessa città. Posso anche capirla. Ma le scelte sono nostre, non di altri, fossero anche i nostri genitori. E ognuno è giusto che si faccia le sue di scelte.

Probabilmente se l’avessi ascoltata e avessi fatto tutto quello che voleva lei (università vicino a casa, lavoro vicino a casa, vita in casa in “bamboccione style” fino agli -anta) adesso sarei un alcolizzato. Lo penso davvero. Ma per fortuna ho avuto la forza, ma anche la fortuna, di essermi fatto la mia vita, le mie esperienze, anche i miei sbagli. E lo stesso ha fatto e sta facendo mia sorella. E di questo sono felice.

Altri amici hanno fatto scelte diverse. Dopo un periodo lanciati alla ricerca della carriera hanno deciso di tornare a casa, vicino ai genitori, mettendosi a fare figli come conigli, spesso in modalità “famiglia felice”. Ma saranno davvero felici? Dov’è il confine tra la vera felicità e l’illusione o l’autoconvinzione di essere felici?

E’ come in Matrix: pillola azzurra, tutto quello che vedi e che è intorno a te pensi ti dia la felicità. Ma il tuo divano non è il tuo divano, la tua macchina non è una macchina, tutto quello che vedi non esiste, sono solo percezioni, onde e stimoli elettromagnetici che il tuo cervello percepisce e interpreta. Pillola rossa: hai trovato la felicità, al di là di tutto e di tutti, ma avere vicino tutto e tutti ti fa apprezzare ancora di più questa felicità e la voglia di condividerla con loro.

Quanto siamo davvero felici e quanto invece ce la raccontiamo, perché ci fa comodo, ma in realtà, sotto sotto, non lo siamo? La felicità è un’illusione o è una realtà? Siamo sicuri di essere felici?

Ma che cos’è la felicità? Perché tutti la cercano e pochi la trovano? Cosa realmente rende felici?

Per me felicità è avere in mano la mia vita. Sentirmi libero, pur avendo fatto delle scelte che mi potranno impegnare per tutta la vita. E’ tornare dal lavoro in bici, mentre i ristoranti stanno per aprire. E’ avere un lavoro, visti i tempi, migliore o peggiore di tanti altri, ma che finora mi ha permesso di tirare avanti. E’ avere sposato la donna che amo e condividere con lei la mia vita, anche se la routine a volte rischia di farmi dimenticare quanto sia bello vivere insieme e scegliersi ogni giorno.

E’ riuscire a parlare con tutti e affrontare ogni tipo di discorso, da quelli più semplici a quelli più complicati. E’ avere dei genitori, anche se a volte ci litigo. Ma loro ci sono e sono comunque una parte fondamentale della mia vita, anche se li critico. Ma mi rendo conto che, anche se non voglio, in molti aspetti gli somiglio. E spero in futuro di esserci per loro come loro ci sono stati per me.

Per me la felicità è avere degli amici: pochi ma buoni. Alcuni non scelti, ma trovati. E comunque rimasti, anche nella cattiva sorte. Perché i veri amici sono fedeli, come gli sposi. La felicità è avere la salute, e ricordarlo ogni giorno e non solo quando sono ammalato. E’ usare bene il tempo della giornata, facendo otto milioni di cose contemporaneamente, anche se non tutte come andrebbero fatte. E’ arrivare la sera stanco, ma senza rimpianti o rimorsi.

La felicità è riuscire a stare bene anche quando sono da solo. Dedicare questi pochi momenti a me stesso, tornando a farmi un po’ di seghe mentali, visto che nel baillame di tutti i giorni me le dimentico. E’ guardarmi dentro e non avere sensi di colpa né rimpianti.

La felicità è avere una casa, mia, anzi, nostra. Anche se non so se mai riuscirò a dare tutti i soldi che devo alla banca per il mutuo, né a finire di arredarla come vorremmo.

Felicità è sentire una canzone anni ’90 alla radio, fare un viaggio anche se breve, ricevere una telefonata da un amico che non sentivo da tempo, sapere che le persone che sono intorno a me sono anch’esse felici e che io, nel mio piccolo, contribuisco a migliorare la loro giornata.

Felicità è tornare a casa e abbracciare il gnappo, giocare con lui, metterlo a letto, anche se ci vogliono delle ore perché si addormenti. E’ cantargli una ninna nanna, mentre lui mi tiene la mano e mi sussurra “papaaà”. Sapere che è il frutto dall’amore con la donna che amo. Che prima o poi anche lui se ne andrà di casa e si farà la sua vita, facendo le sue scelte, perché la ruota gira per tutti.

La felicità è credere nella Provvidenza, ma anche nel proverbio “aiutati che il Ciel t’aiuta”. E’ intuire che la morte non è la fine di tutto e questa speranza, più ci penso e ci rifletto, è sempre di più una certezza. Felicità è pregare, anche per chi mi sta sulle scatole, visto che di nemici non ne ho e solo per questo dovrei essere felice.

Felicità è non prendermi mai troppo sul serio. Anche dopo aver scritto dei pipponi del genere sul mio blog segreto. E citare frasi di vecchie commedie italiane. Come quella di Angelo Infanti di “In viaggio con papà“: “Che poi so’ tutte fregnacce, perché se non sei ammanicato…”.

P.s. Si capisce che Anna è col gnappo dai nonni vero? Perché se no mica mi vengono ‘sti pensieri