Chi è che dorme nel mio letto?

Credo che il gnappo abbia un sensore interno per piangere di notte non appena io entro nella fase Rem. E’ successo ieri, così come tante altre volte. Il raggiungimento notturno della sua camera nel rincoglionimento più totale potrebbe benissimo essere una delle prove di “Giochi senza frontiere” o dei percorsi di “Mai dire Banzai”. La difficoltà più o meno è la stessa.

L’altra notte (saranno state le 5 del mattino) c’è stata poi un’altra bellissima scena in camera nostra. Da sonnambulo ho cercato, nel buio e nel sonno più totale, di prendere in braccio Anna. Forse stavo sognando e pensavo che nel lettone ci fosse il gnappo e che andasse portato in camera sua (ormai gli abbiamo dato il brutto vizio di portarlo nel lettone verso le 7 per farlo dormire ancora per un’oretta).

Senza rendermene conto mi sono inginocchiato sul letto e ho provato a prenderla da sotto le gambe per sollevarla. Con forza, ma senza riuscirci.

“Cosa fai??”, mi ha detto lei dopo essersi subito svegliata.

“Eh… Porto di là il gnappo..”, le ho risposto io ancora catatonico.

“Guarda che il gnappo è di là”, mi dice lei ridendo.

Allora, dopo essermi svegliato anch’io, mi ricorico al mio posto. Lei non smette di ridere.

“Non si sa mai chi c’è in questo letto!”, le dico tra il serio e il faceto, facendo pure quello un po’ scocciato.

Bè, la mattina dopo stavamo ancora ridendo.