Cinque anni

foto0070Cinque anni fa, più o meno verso quest’ora, io ero in sala parto. Era stata una notte insonne perché siamo arrivati in ospedale in piena notte. E verso quest’ora ero abbastanza provato. Figurati la mamma!

Un mix di stanchezza, ansia, attesa, gioia, agitazione, paura, speranza, impotenza, pena. Vicino a me il dolore fisico di quelle interminabili ore era enorme e sempre in crescendo.

Ho cercato come sempre di sdrammatizzare, soprattutto con le ostetriche della sala parto. Mi sono messo lì, su una sedia, mentre davanti a me accadeva una cosa che non avrei mai pensato potesse essere così grande.

Cinque anni fa, più o meno verso quest’ora, tu sei nato.

Hai messo la testa fuori, hai pianto un po’ e poi ti sei calmato subito.

Dopo che ti hanno lavato ti ho preso in braccio per la prima volta e ti ho guardato. Avevo ancora gli occhi lucidi.

Io non so come, perché. So solo il dove e il quando.

So solo che tu, cinque anni fa, in una sala parto, sei nato.

E se ci penso mi vengono ancora i brividi.

Ti vedevo per la prima volta. Senza conoscerti. Ma sapendo che saresti stata la persona più importante della mia vita (a pari merito con tuo fratello e la mamma, si intende).

Tu sei la persona più bella e importante della mia vita.

Cinque anni fa non c’ero più solo io. C’eri tu. Tu ci hai fatto tutto questo. Tu mi hai fatto capire e provare cosa sia la vera gioia. Tu sei ancora tutto questo.

Scusa se dopo 5 anni tendo ad abituarmi. Non dovrei mai abituarmi.

Ogni mattina prima di svegliarti, dovrei pensare a quei momenti. Ringraziare che ci sei, che sei entrato nelle nostre vite, che tu e tuo fratello siete parte di me, della mia vita. Voi siete la mia vita. Ma la mattina siamo sempre in ritardo quindi sai anche tu come va a finire…

Cinque anni fa, tu mi hai fatto diventare papà. E ancora non so bene cosa voglia dire, ma in qualche modo ci sto provando. Non so dirti se è facile o no, so solo che è bellissimo vederti crescere.

Non mi sembra vero che tu abbia cinque anni. Il tempo passa troppo, troppo in fretta.

“E gli anni passano, i papà imbiancano…”, potrebbe essere il remix di una vecchia canzone.

A cinque anni sei fin troppo grande per i miei gusti. Ma anche a quattro, a tre, a due, a uno. Sei sempre troppo grande per me.

Sei quasi un ragazzino adesso. Simpatico, sorridente, dolce, sensibilissimo, patologicamente contrario ad ogni novità e cambiamento. Sei bello e non lo dico solo perché sono il tuo papà, sappilo.

Quest’anno la festa l’abbiamo anticipata. E oggi purtroppo non ci vedremo perché siete ancora un po’ in vacanza dai nonni. Quest’anno va così, gli anniversari li festeggiamo sfasati. Vabé.

Io però oggi cerco di pensarti intensamente. Pensare che ci sei, che sei tu, e che io sono e sarò sempre con te. E quando dico sempre, intendo sempre. Anche fra un milione di anni.

Buon compleanno gnappo. Ti voglio bene. Ma tanto.