Come conciliare famiglia e lavoro?

lavoro e famigliaUno dei momenti più belli della giornata è quando io e Anna abbiamo ancora le forze per scambiare quattro chiacchiere a letto, prima di crollare nel sonno. Non succede spessissimo visto che a volte la mattina ci dobbiamo alzare presto, oppure usiamo quella mezz’ora di libertà prima che ci cali la palpebra per leggere i nostri libri e non diventare analfabeti. Ma ogni tanto facciamo conversazione. E per me è fondamentale, anche se a volte andiamo avanti per un’ora e quando guardiamo l’orologio per puntare la sveglia è un attimo vedere il display che segna 01:14. O giù di lì.

Ieri, tra i tanti discorsi, a un certo punto è saltato fuori il tema:

“Come conciliare famiglia e lavoro?”

Siamo partiti prendendo spunto da un articolo su un giornale in cui un papà di 5 figli, fresco di divorzio, si confessava così: “L’impatto con la realtà vera della vita a due – mai slegata dal «cordone» di entrambe le famiglie d’origine e resa incalzante dalle nascite (quasi una all’anno) di tutti i nostri figli, il lavoro che ha richiesto una maggiore dedizione (soprattutto in termini di tempo) – è stato durissimo. Il tutto, anziché responsabilizzarmi, mi ha reso succubo delle circostanze. Non era mai stato necessario (non lo avevo ritenuto opportuno) un dialogo vero con la consorte (quasi a volerla preservare dalle difficoltà, mostrando il macho, che non ero), il che ha fatto in breve tempo naufragare questa barca”. (Il corsivo è mio).

Io sono partito mettendo subito le mani avanti prima di difendere gli uomini che lavorano troppo perché la donna che lavora fuori casa non è minimamente paragonabile all’uomo. Voi vi fate un culo triplo del nostro visto che di solito dopo l’ufficio vi aspettano mille altri impegni tra casa, figli, commissioni ecc. Ma, detto questo, credo che anche per un papà sia difficile trovare il giusto equilibrio. Perché noi uomini comunque (tranne nel caso dei fancazzisti impenitenti) ci sentiamo in dovere di portare a casa la pagnotta. Perché, se è vero che con la parità dei sessi anche la donna lavora e guadagna, noi, comunque vada, sentiamo la necessità di guadagnare i soldini che mandino avanti la baracca. Almeno parlo per me. Accetto smentite.

Credo sia una cosa che parte dalla preistoria. L’uomo a caccia nei boschi e le donne a casa a coltivare l’orticello e ad accudire la prole. La butto in vacca ok, ma il concetto più o meno è quello. Non lo facciamo apposta, lo sentiamo come un dovere innato e imprescindibile. Anche nel 2013. Quindi se non abbiamo un lavoro entriamo in paranoia. Ma a volte, sul fronte opposto, ci possiamo far prendere la mano. E usare il lavoro non solo come fonte di reddito e di una sana realizzazione personale, ma come alibi per fuggire dalle nostre responsabilità familiari.

L’equilibrio è labile. E soprattutto dipende da come lo si vive all’interno della coppia. proprio perché, a causa del mancato equilibrio tra lui e lei e tra casa e lavoro, la coppia può scoppiare. E di coppie scoppiate perché “lui lavora troppo” ce ne sono una marea. Come quello dell’articolo. Però, e su questo cercavo di convincere con Anna sul lettone, anche se non li giustifico, quantomeno posso capirli. Pensare quantomeno che una situazione del genere potrebbe capitare a tutti, anche a me.

Anche se per valutare prima di tutto certe situazioni bisogna vedere soprattutto l’intenzione. Se uno lavora 12 ore al giorno per necessità, tanto di capello. Se invece sta fuori tutto il giorno perché gli piace di più la compagnia dei colleghi (e delle colleghe) rispetto a quella della sua famiglia bhè, è un altro paio di maniche. Il risultato è lo stesso (12 ore fuori casa), sono le premesse ad essere diverse. Nel primo caso  capisco e giustifico, nel secondo no.

Per questo dico, non posso giudicare un marito che magari è già un po’ in crisi con la moglie e che per esigenze sul lavoro (sì perché le sfighe non vengono mai da sole) si trova a trascurarla ancora di più. Bisogna valutare caso per caso. Ovviamente questi sono discorsi generici che lasciano il tempo che trovano. Ma noi, sul lettone, facciamo così. Io lancio un tema e poi si va a ruota libera, ci si confronta su casi della vita (magari di amici o di conoscenti) e proviamo a ragionarci su.

Se volete unirvi a noi in questi ragionamenti a ruota libera siete i benvenuti. Tipo, voi come gestite l’equilibrio tra famiglia e lavoro? Siete stakanovisti/e o tutti/e casa e famiglia? Venghino siore e siori, spazio sul lettone ce n’è! Ok, inizio io…