Coming out

post it casa di giuliettaPrima di tutto grazie. Grazie a chi mi ha scritto, commentando o scrivendomi una mail, dandomi il suo punto di vista. Sapere come la pensano gli altri mi aiuta sempre molto, anche se poi ogni decisione è comunque personale.

Sono partito parlando di una scelta sulla mia partecipazione a un programma tv e siamo andati giustamente a finire sull’argomento “dire ad Anna del blog o no”. Le due questioni infatti, anche se diverse, erano abbastanza legate.

I commenti, su quest’ultimo dubbio erano tutti concordi. Meglio condividere con la persona a me più vicina che tenersi il diario “segreto” per sé. Nel week end ci ho pensato e mi sono deciso. Prima o poi, comunque, volevo dirglielo. Non mi volevo portare questo mio spazio personale (anche se condiviso con l’universo-mondo) nella tomba. Non sapevo quando, ma doveva succedere.

Finora però, sapere che quello che scrivevo era solo per me, che nessuno delle mie conoscenze (amici, familiari, colleghi, parenti e conoscenti) avrebbe letto i miei deliri, mi dava quella libertà di confidarmi, di aprirmi, di dare libero sfogo al mio flusso di coscienza, che mai e poi mai avrei avuto altrimenti. In questo blog ho scritto di me, di chi mi sta attorno, della mia vita da quando – ancora non so perché – sono diventato papà. In quel momento particolare della mia vita, alla fine delle vacanze del 2011, con Anna al sesto mese o giù di lì, mi sono messo in gioco, come un adolescente che scrive nel proprio diario segreto, aperto però al confronto con tante persone che capitano a passare di qua e a leggere gli sproloqui di un anonimo e comunissimo papà ultratrentenne. Sicuramente non un modello di virtù né di scrittura.

L’inizio è stato facile. Di cose da raccontare per un neopapà che affronta la prima gravidanza inaspettata di sua moglie ce ne sono. Poi dopo la nascita del gnappo avrei potuto anche fermarmi. Ma non l’ho fatto, perché, post dopo post, alla fine ci avevo preso gusto. Scrivere e confrontarmi con altri (sconosciuti nella vita reale, ma veri amici e amiche in quella virtuale) mi ha aiutato molto. A fare il punto della situazione in alcuni momenti incasinati. A elaborare le mie emozioni, buttandole nero su bianco su uno schermo, tra frasi sconclusionate e refusi qua e là.

A un certo punto però l’online mi ha fatto uscire nella vita reale. Una vita parallela, anche se mia al 100%, in cui ho incontrato persone che mi hanno conosciuto grazie al blog. E dopo un po’ gestire questa “doppia vita” (seppur innocua) era complicato. Soprattutto perché da questa vita escludevo la persona a cui voglio più bene e che mi è più vicina. E questo non era giusto.

Una settimana fa è arrivata la storia del casting. Nulla accade per caso. Se non ci fosse stata forse avrei potuto andare avanti ancora senza dire nulla ad Anna. Ma grazie ai vostri commenti e ai vostri consigli mi sono deciso. Senza non so se l’avrei fatto, nonostante la cosa diventasse pesante. Se non fosse stata questa volta sarebbe stata un’altra. Ma chissà quando. Prima o poi doveva capitare, ma io facevo di tutto per ritardare questa decisione di parlarne ad Anna.

Dopo l’ultimo post invece il dado era tratto. Ok, glielo dico. E che Dio ce la mandi buona.

balcone casa di giuliettaPer ogni annuncio importante serve un’occasione particolare. E l’occasione si è presentata. Un giro a Verona, soli io e lei. Il gnappo appaltato ai nonni per una sera. Un giro per la città e un aperitivo in un bar del centro, vicino alla casa di Giulietta, prima di cena.aperitivo verona

Non sapevo da dove cominciare e così l’ho buttata in vacca subito. Ho fatto un bel respiro e ho sputato il rospo.

“Ti devo dire un segreto”

“Dimmi”

“Sono gay”

“Dai”

“Ho l’amante…”

“Ah sì? E come si chiama?”

“Carolina”

“No dai, scherzo, è da tre anni che ho un blog in cui parlo di me, di te, del gnappo, di quello che mi capita… Sono un papà blogger”.

“Ah”

“Sei arrabbiata?”

“Come sei ingenuo, l’ho scoperto due anni fa”messaggi casa di giulietta