Di bava e di labbra sporgenti

Non pensavo che un bambino potesse sbavare così tanto nei primi mesi di vita. A ettolitri praticamente. Se potessi raccogliere la bava del gnappo- ha iniziato a produrne in grande quantità dai due mesi in poi – potrei riempirci una piscina.

Ora, a tre mesi e mezzo, in vista dei quattro, sembra nella sua fase migliore. Con la sbavuscia riesce addirittura a farci le bolle, a sputare, a fare dei versi con la bocca come una pentola che bolle.

Fa sempre ridere, anche perché adesso i versetti si stanno articolando sempre di più. Si va dallo sbadiglio fatto con gusto, all’incazzatura momentanea con tanto di urletto, alla risata divertita, allo ‘gnhè accompagnato con l’espressione degli occhi che ogni giorno cambiano, come se le scaricasse da un Apple Store.

Ora ha cambiato un po’ le abitudini notturne. Mentre prima cadeva nelle braccia di Morfeo prima di cena, ora rimane sveglio fin verso le 11 e appena lo mettiamo nel lettino urla e piange come se lo stessero scannando. Si calma solo con la pazienza di Anna che lo accarezza e nell’orecchio gli bisbiglia a ripetizione “shhhhhhhh… shhhhhhhh”. Se va bene, verso il decimo “shhhhhhhh” Smette di piangere e crolla.

La poppata notturna c’è ancora (verso le 5 e mezza sei) e poi si sveglia definitivamente alle 8 con tanti sorrisoni pronto per cominciare la giornata, oltre a tanta voglia di chiacchierare con quei suoi versetti trogloditici.

Una cosa che ci fa ridere è vederlo concentrarsi su qualcosa. Dai suoi giochini della palestrina alle sue mani, o la piantina catastale che guardavo ieri mentre lo avevo in braccio. Sporge le labbra in avanti tipo pappagallo, aggrotta le sopracciglia e sempra impegnatissimo nello studiare i fogli. L’unica cosa che possiamo fare, da genitori ormai rincoglioniti quali siamo, sono un po’ di foto per non dimenticarci questi bei momenti.