Dieta e papà, quando la paternità fa ingrassare

dietaE’ ufficiale. La paternità fa ingrassare. Da quando è nato il gnappo avrò messo su più o meno 5 o 6 chili. Che adesso vanno persi. Non sono solo le mamme a mettere su peso durante e dopo la gravidanza. Succede anche ai papà. Chissà saranno forse i nostri “neuroni a specchio”, o sarà l’empatia o semplicemente perché svacchiamo di più con il mangiare. Scelgo la busta 3.

Ora, il mio peso standard è tra i 70 e i 75 chili. Quello di sempre, più o meno dai vent’anni in poi. Adesso la bilancia è arrivata a segnare 80. Ok che c’è stato il Natale di mezzo, ma non è che durante le feste mi sia proprio sfondato di cibo. No, il problema sono stati i mesi prima. E adesso bisogna correre ai ripari.

Gli uomini di solito non ingrassano sui fianchi o sulle cosce. Non abbiamo in genere smagliature né cellulite. Niente impomatate di Rilastil o di Somatoline. Il nostro problema, almeno il mio, è la pancia. Ci sono due tipi di pancia: quella bassa, la classica “buzza da bevitore”, molliccia, a cui ci si può facilmente aggrappare appena sopra le parti basse. E poi c’è il pancione, quello alto, di solito tonico, almeno a prima vista.

Ecco, io ho il panzone. Che parte da sotto le tette i pettorali e arriva fin sopra l’inguine. Mettetevi nei miei panni: è brutto stare in piedi, guardare in basso e non vedere il proprio “migliore amico” là sotto, perché la pancia gli fa ombra. Oh, mandar via la pancia non è facile. Dovrei sfondarmi di addominali, ma manca il tempo e soprattutto la voglia. Certo, potrei fare come Rocky e magari mettermi il gnappo sul petto come peso aggiuntivo e tirarmi su con lui addosso. Oppure per far lavorare gli addominali bassi, attaccarmelo alle caviglie mentre, coricato sulla schiena, cerco di alzare le gambe in serie da dieci. Sarà dura.

L’altra soluzione potrebbe essere la dieta. Fosse facile. Il problema è la cena. Da diversi mesi ho iniziato a mangiare sempre di più. Chissà, forse per carenza di gnappa d’affetto, oppure perché quando quello là avanza la sua pappa, alla fine chi la finisce, pur di non buttarla nella spazzatura, sono sempre io. E poi mi fregano i dolci a fine pasto: torte quando ci sono (quasi mai per fortuna), brioches o biscotti (a volte brioches + biscotti, uno, due, tre quattro…).

Ok devo limitarmi un po’. Però è vero che la paternità fa ingrassare. Ti senti più sereno, apprezzi di più il momento della cena, quando si è insieme a mangiare. Boh, forse prima ti divertivi in altro modo andando a bere con gli amici o al cinema, mentre adesso l’unico svago o evasione della giornata è fare una buona cena in casa. Sigh.

Insomma i motivi sono mille. Ma è giunto il momento di darsi una regolata. Seguendo una dieta? Sì, dovrei andare da un nutrizionista e non farmi una dieta self made a canis cazzum. Ma sono pigro. Proviamo intanto a mangiare meno schifezze (piadine, dolci ecc). E magari moderare un po’ le porzioni (Anna spesso non azzecca le dosi e fa di quelle scofanate di pasta da sfamare un esercito. E mica l’avanziamo per il giorno dopo, no, “solo solo due cucchiaiate…”).

Un’amica mi ha raccontato di una dieta che elimina tutti i latticini (per la serie: per una vita ce l’hanno menata su quanto fa bene il latte, adesso salta fuori che fa male, vabbè). Solo latte di soia o di riso, proteina a pranzo e carboidrati alla sera. Olio solo a crudo (no per soffritto o scaldato in padella). Zero latte o derivati anche da biscotti o altri preparati. Solo biscotti di farro, kamut ecc. Seee, mi costerebbe una fortuna una dieta così.

Ok proviamo da autodidatta. Con un po’ di spirito ascetico ce la potrei fare. Non mi do obbiettivi, solo far calare un po’ i numeri dalla bilancia e se riesco far calare la pancia prima dell’estate. Riprendere la bici quando il freddo mollerà un po’ e tornare un po’ a correre potrebbe aiutare.

Va bene. Fatta. Ce la posso fare. Sì, ma comincio lunedì eh?!