Episiotomia nel parto, vi prego salviamo le patate!

Con la gravidanza di Anna ho iniziato a scoprire cose sulle donne che mai più avrei immaginato. Davvero. I problemi che nascono tra uomo e donna credo siano dovuti soprattutto alla mancanza di conoscenza reciproca.

Quando sei single e non hai mai avuto esperienze, l’unica cosa a cui pensi è quella, l’obiettivo principale. Insomma, passi 9 mesi a cercare di uscire e tutta la vita a cercare di entrare. Poi quando capisci pian piano come funziona, ti si apre un mondo. Un mondo complicato. E a volte doloroso.

Parliamo di Episiotomia:

“Episiotomia”. Parola a me sconosciuta fino a qualche giorno fa, insieme a “primiparo”, “podalico”, “perineo”, “Gardnerella vaginalis” e tante altre (una volta anche “clitoride” era tra queste, poi pian piano ho capito…). Ieri mi hanno spiegato cos’è l’episiotomia. E ribadisco, ringrazio Dio di avermi fatto con il pisellino.

In parole povere, da quel che ho intuito, in certi ospedali per favorire il parto tagliano la gnappa verso il basso, più o meno come si fa coi polli (scusate la metafora poco elegante).

Arghhhhh!! Ahia!!! Anche questa!! Non ci credo. Daaaaiii!! Che male!!! Povera patata!!! E poi??? Ci mettono dentro il rosmarino e la frittata come ripieno? Ma nooooo!!!! Solo l’idea mi fa venire la pelle d’oca, soprattutto per il dopo, temendo che quello che è l’oggetto del mio desiderio maschile possa venire sfigurato.

Ho saputo tra l’altro che sono tanti gli ospedali che “per far presto” e agevolare l’uscita del nanerottolo usano il trinciapolli come un barbiere usa le forbici. La cosa mi preoccupa un po’, anche perché ovviamente, come nel 90% dei casi in fatto di ospedali, e in particolare quando si parla di gravidanza, non sai mai se una cosa è giusta o no, se fa bene o no, se le controindicazioni sono più dei benefici. Insomma, vorrei capire, è meglio farla o non farla? Se non la fai il bambino corre dei rischi? Se la fai la gnappa tornerà quella di prima?

Come sempre siamo nelle mani delle ostetriche e della provvidenza. Ma, dopo aver capito cosa vuol dire quella brutta parolaccia, vorrei lanciare un appello: “Salviamo le patate dall’episiotomia!”.