Errore di procedura

cascateStavamo quasi per spegnere la luce. Quando Anna ha avuto un flash. Uno sprazzo di lucidità improvvisa. Capita, forse, durante la gravidanza, quando il cervello femminile è in balìa degli ormoni. Poteva comunque capitare a tutti, anche se lei non è nuova a questi blackout mentali, come quella volta in cui a momenti mi incendia la casa.

Avevo già messo a letto il gnappo da almeno mezz’ora (adesso io e lui siamo nella fase idilliaca, vuole più me che la mamma, non so quanto durerà). Prima di addormentarsi continuava a girarsi. Ma non mi erano venuti particolari sospetti, visto che lui di solito è sempre sull’agitato. Le operazioni di lavaggio denti e messa del pigiama erano state fatte dalla mia dolce metà, come ogni sera. Quindi non c’era nulla di strano.

Tornato in camera mia, leggo un po’, ci diamo la buonanotte e, mentre il mio dito era sul pulsante dell’abat-jour pronto per essere schiacciato ecco arrivare l’illuminazione, con una domanda improvvisa: “Ma l’ho messo io il pannolino al gnappo?”, si chiede Anna ad alta voce con lo sguardo un po’ perso nel vuoto. “Ma sì, gliel’avrò messo… o no?”.

Una procedura collaudata, ripetuta uguale ogni sera da quando è nato: lavaggio denti, pannolino, pigiama, nanna. I passaggi sono questi. Sempre gli stessi, ogni sera. Ma non ieri sera.

Così mi alzo, con la speranza che è l’ultima a morire e la consapevolezza di quello che mi sarei trovato davanti, torno da lui, fino all’ultimo spero che sotto alla parte bassa del pigiama ci sia del morbido. Ci voglio credere. Ma le mie speranze si infrangono quando sento che il pannolino non c’è e la pipì è già arrivata sulle lenzuola.

Mentre lui dormiva beato, gli sfilo la parte sotto pigiama e mutande. Ma il freddo della stanza con i termosifoni ancora spenti, in quei pochi secondi che separano il suo culetto umido dal pannolino che mi ero portato, dà un altro effetto collaterale. E nel buio della camera io e Anna (che nel frattempo mi ha raggiunto) sentiamo come un rumore di ruscello alpino. Altra pipì in tempo reale, libera, come una cascata di montagna.

Quando cerco di andare a letto prima del solito perché al mattino mi devo svegliare presto capita sempre qualcosa. Non può essere un caso.