Fotostory, è partita la ristrutturazione della nuova casa

Ecco un po’ di foto della casa che stiamo ristrutturando. Il cantiere è aperto e speriamo che finisca entro giugno.

La ricerca è stata una vera e propria odissea. Abbiamo iniziato a febbraio del 2011, in tempi non sospetti, quando il gnappo ancora non c’era. L’obiettivo era di trovarla entro 12 mesi anche per evitare di sputtanare troppi soldi in affitto che in due anni ci è costato più o meno sui 20mila euro. No comment.

All’inizio presi dall’entusiasmo, vedevamo anche 6 o 7 case al giorno. A volte un appuntamento ogni mezz’ora. Attraversando Milano in scooter come dei pazzi. L’entusiasmo si è spento quasi subito. Catapecchie assurde vendute a prezzi stratosferici, agenti immobiliari che avrebbero venduto anche la loro madre pur di darti la casa (per carità alcuni sono stati anche bravi, ma sono una minoranza). Case che su internet sembravano fighissime e che poi si rivelavano subito una delusione.

Intanto il tempo passava e di case guiste per le nostre esigenze e il nostro budget neanche l’ombra. Io e Anna con due visioni diverse e inconciliabili: io la volevo più grande e semi-“definitiva”, anche in caso di famiglia allargata. Lei preferiva che fosse in una bella zona invece, con bar e negozi vicini, semicentrale e residenziale.

Comunque di tutte le case viste (in 7 mesi 100? 150? boh, giù di lì) ce ne saranno andate bene 2 o 3 al massimo. Una, vista il giorno dopo la pubblicazione dell’annuncio, l’avevano venduta il giorno dopo. Incredibile. Un’altra, tutta da ristrutturare, ma in una zona che ci piaceva tantissimo e senza l’intermediazione di agenzia, me la sono fatta sfuggire come un pirla. Ero incerto se mi spettassero o meno i benefici prima casa. Mentre cercavo di informarmi sulla questione (notaio, commercialista, banca, mi dicevano tutti una cosa diversa) è stata venduta. Grrrr, mi rimarrà sullo stomaco per un bel po’.

Riprese le ricerche, già incinti e con un pancione in crescita costante, abbiamo per caso trovato un appartamento in una zona che già tenevamo d’occhio. Vicino a dove abitano alcune amiche di Anna e a 500 metri da una nuova linea della metropolitana 5 in costruzione. La casa era abitata da due vecchietti ultranovantenni che sarebbero andati a vivere con figli e nipoti in una villetta in zona Fiera.

L’appartamento era totalmente da ristrutturare ma aveva alcune potenzialità e alcuni difetti. Pregi: era un terzo piano (di solito col nostro budget non si andava più in là del primo), con ascensore (incredibile ma vero), sembrava non troppo piccola (Agenzia: “Sono 100 metri calpestabili”. Dopo attenta misurazione erano poco più di 80 calpestabili). Spese condominiali nella media (Agenzia: “Sono 2400-2600 all’anno ci ha detto la proprietaria”. Verifica dall’amministratore dopo la proposta: “3200 nel 2011”. Figli di puttana).

Difetti: era monoesposta. Niente garage né cantina, ma solo un minuscolo solaio. Era da ristrutturare (ma questo poteva essere un pregio così si poteva sistemare come volevamo noi). Prezzo. Fuori budget di 10-20mila euro forse… Di quanto esattamente lo sapremo quando tutto sarà finito.

Così ci siamo decisi. Io volevo tergiversare ancora un po’, ma i tempi stringevano e eravamo demoralizzati dalle estenuanti ricerche. Speravamo come tutti nella classica “botta di culo” che però non è arrivata. Ho ceduto io (abbiamo privilegiato la zona ai mq e forse tra qualche anno sarà da cambiare), ma alla fine dopo una risicata trattativa (-7500 euro dal prezzo di partenza) quella casa è diventata nostra (o meglio, della banca, visto che con un mega mutuo 25ennale non ne siamo ancora pienamente proprietari).

A febbraio sono iniziati i lavori. Oggi sono andato a fare un po’ di foto. Chissà come sarà rivederle una volta che la casa (si spera) sarà ultimata. Speriamo che i muratori non facciano casini, che i vicini siano affabili, che le scuole e gli asili in zona siano buoni, insomma, speriamo di farcela ad arrivare in fondo al tunnel e di trovarci bene.

Speriamo, magari tra qualche anno, di ricordarci tutti insieme di questo periodo tosto, incasinatissimo e stupendo, come uno dei tanti bei momenti della nostra vita.