Il bagnetto di The Second

bagnettoQuesta volta il waterboarding non l’abbiamo fatto. Si vede che con il secondo figlio ci abbiamo preso la mano… Ma il bagnetto di The Second è sempre una bella prova. Primo perché lui strilla come un matto. E poi perché adesso non siamo più solo io e Anna impegnati nella procedura di toeletta. Adesso c’è anche il gnappo che segue come un’ombra il fratellino e vuole fare qualcosa anche lui.

Ieri sera sono tornato a casa a un’orario decente. “Ma se gli facessimo il bagno prima di cena?”, ha azzardato Anna. Ok, le dico, anche perché preferisco esserci anch’io visto che un paio di mani in più possono sempre servire. E’ lei che lo lava però un minimo di assistenza (anche solo in “spirito” visto che io non faccio nulla) può sempre fare comodo.

Per l’occasione abbiamo inaugurato la nuova vaschetta Stokke, quella che si piega a fisarmonica per risparmiare un po’ di spazio quando non si usa. Nella vecchia casa, tre anni fa, avevamo preso la vaschetta classica, con tanto di supporto. Nel bagno di allora ci stava, anche se stretta. Adesso abbiamo dovuto ottimizzare.

Ma se una volta ero io il braccio destro di Anna in questi momenti topici, ora c’è il gnappo che vuole stare in pole position e assistere alla scena. E quindi io mi sfilo nelle retrovie. Lui aiuta la mamma che con dolcezza lava quel piccolo divoratore di latte dal collo puzzoso.

Così con Momo in mezzo alle balle con l’aiuto di Momo io non ho più dovuto sciacquarlo con il rischio waterboarding e questo è un bene. A dir la verità però non sono restato proprio con le mani in mano.

Una volta finito il bagnetto infatti, c’era da svuotare la vaschetta. Facile, visto che sul fondo c’è il tappo apposta. Peccato che il nostro lavabo non abbia il salterello e la piletta si sia chiusa da sola con il peso della vaschetta. (Non siete idraulici?! Non sapete cosa sono piletta e salterello? Niente panico, avevo scritto di queste due cose del bagno in un post delirante qui, ai tempi della nostra ristrutturazione, do u remember? Se sì, vuol dire che seguite questo blog da troppo tempo e stiamo invecchiando insieme. No buono…).

Comunque, per capirci, il tappo del lavabo (ovvero la piletta) si è chiuso a pressione senza che noi ce ne accorgessimo. Vi lascio immaginare l’effetto a cascata quando abbiamo tolto il tappo dalla vaschetta e dal lavabo chiuso e senza “troppo pieno” (vedi post linkato prima) è iniziata ad uscire fuori tutta l’acqua,

Ho cercato di intervenire in tempo evitando il disastro, ma non sono stato abbastanza svelto. Anna aveva in braccio The Second, il gnappo in mezzo, l’acqua che cadeva per terra allagando il pavimento e io che nel giro di un attimo dovevo capire cosa fare, ovvero alzare al volo la vaschetta e sbloccare il tappo. Troppo.

Vabè, le mie due braccia sono comunque servite a qualcosa. Se non per il bagnetto di The Second, per asciugare il lago che si era formato in bagno, strizzare il tappetino e mettere ad asciugare pantofole e calze di tutti sui termosifoni.

E meno male che ero in casa. Perché mi piace sempre assistere al momento del bagnetto. Mannaggia.bagno allagato