La castità prima e dopo il parto, l’albero di Maria

Bosco di FedeNon esistono “istruzioni per l’uso” sull’essere genitori. Né su come essere mogli, mariti, compagni, o amanti. Ed è un bene, perché per fortuna non esiste il “genitore perfetto”, né il marito, la moglie o il compagno perfetto.

Sono rimasto impressionato dai tanti messaggi che mi avete mandato, con commenti e anche via mail, dopo il mio post sulla crisi sessuale che una coppia può vivere dopo l’arrivo di un figlio. Così come dopo avervi raccontato la crisi di Anna, che, nonostante l’arrivo del gnappo, in certi momenti si sente “come un barattolo vuoto”.

Ognuno ha la sua storia, le sue gioie, difficoltà, speranze, momenti felici o bui. Raccontarli e condividerli fa bene. Scrivere aiuta a mettere in ordine le idee, a guardare i problemi con un po’ più di lucidità. Questo l’ho provato sulla mia pelle. Ricevere pareri e consigli, magari da chi ha passato momenti simili, può aiutare a superarli. Sapere che anche altri stanno vivendo o hanno vissuto quello che ci sta capitando. Che non siamo soli.

Ho pensato di inaugurare una nuova rubrica. Per condividere le storie di chi vorrà raccontarle. Uno spazio come la Spiaggia di Nina. Il mio vorrebbe un bosco, dove passeggiare insieme, parlare lungo il sentiero, riflettere, raccontarci le gioie e le difficoltà della vita di coppia e della vita da genitori. Ognuno, se vuole, può piantare un albero: storie di vita familiare che spesso si fa fatica a raccontare agli altri. Un po’ per vergogna e un po’ per la paura di essere giudicati o non essere capiti.

Il primo albero lo ha piantato Maria. In un mondo ipersessualizzato come il nostro, forse il vero tabù è parlare di castità matrimoniale. Ecco la sua storia:

Ciao Fede,

    mi chiamo Maria, ho 27 anni e una splendida bimba di 8 mesi, Luisa.

Ti scrivo per raccontarti la mia esperienza sull’argomento super scottante del tuo ultimo post, il sesso. Spero di farlo in maniera non volgare, mi scuso in anticipo, ma ci tengo a dirtelo, perché io ho vissuto tutto ciò di cui tu racconti.

Sono sposata da un anno e 8 mesi con Angelo, medico 27enne, mio ex compagno di liceo, siamo FELICI. Ci tengo a precisarlo perché di questi tempi e in questo mondo non è scontato.

Ti premetto che abbiamo fatto un cammino di fede durante il fidanzamento che ci ha portati a fare la grande, immensa scelta di vivere per due anni e mezzo in castità fino al matrimonio.. È stata un’esperienza magnifica, seppur durissima, ma che ci ha uniti e legati in una maniera inimmaginabile e che ci ha donato una felicità immensa, anche se sembra impossibile crederlo!

Dopo tre mesi di matrimonio abbiamo concepito Luisa, durante questi tre mesi i nostri rapporti non erano chissà quanto frequenti, però erano basati soprattutto sull’amore reciproco, mai sul possesso dell’altro (magari per te è scontato, ma al giorno d’oggi per tante persone può non esserlo!!)..

Durante la gravidanza io ho fatto parte della categoria delle donne che odiano il sesso..

Tu dici che non si può sempre dare la colpa agli ormoni ma io ero veramente a zero… E ti parlo che in 9 mesi l’avremo fatto 3 volte ma mio marito non sembra aver sofferto troppo, almeno spero, perché comunque il pancione e “gli sforzi” ci facevano desistere…

Il “brutto” è arrivato dopo.. Io ho sofferto di ragadi fino a tre mesi della bimba, ragadi gravissime, non sopportavo nemmeno l’acqua della doccia o il tocco dell’asciugamano, figuriamoci altro!!!! In più, detta sinceramente, NON NE AVEVO LA MINIMA VOGLIA.

Mio marito però in questo caso, seppur mai apertamente, vedevo che un po’ soffriva.. Del resto io ho allattato fino a un mese fa, si parla di 9+7 mesi di castità!! Dopo la nascita della bimba abbiamo avuto dei rapporti, sulla punta delle dita e ti confesso che spesso ho pensato “speriamo faccia in fretta”.. È una cosa orribile, lo riconosco, ma anch’io ho dato “il contentino”.. Mi sentivo male ed in colpa, sebbene provassi piacere anche io, perché non ero io a voler avere rapporti, il mio era piuttosto un accontentare le sue esigenze, che peraltro comprendevo perfettamente!

Ci tengo a sottolineare che mio marito mi ha rispettato tantissimo ma lo vedevo che, come te, si stancava di cercarmi sempre lui.. Ed io comprendevo anche questo.. Farlo “per accontentare” è peccato o è giusto? Non so rispondere ma so che io volevo far felice mio marito e se questo significava ricorrere a tali mezzi….

Avrò peccato? Avrò sbagliato? Non avrò mai una risposta. Dentro di me intanto mi preoccupavo “ok per la gravidanza ma i miei ormoni adesso che fine hanno fatto? Dovrò vivere tutta la vita in questo modo? E se mi stuferò di accontentarlo e lui andrà con le altre?”.. Tipici pensieri sempre più torbidi…

Fino a che, un giorno, il latte finisce! Smetto di allattare, e…. Torna la libido!! Ormoni impazziti a dir poco!!! Ti lascio immaginare le conseguenze: marito felicissimo, intesa perfetta e questa frase da parte sua “ti aspettavo da tanto!”, mi ha fatto capire quanto ha atteso, quanto si è represso per rispettarmi e quanto mi ha amato.. Ma anche quanto sia stata dura per lui.

Ora, nel tuo caso il discorso ormoni è passato da un pezzo ma quello che ti volevo dire è innanzitutto di parlarle… Il prima possibile! Non rimuginare, non pensare da solo, litigate e confrontatevi, urlate e risolvete, come dice il Papa “una coppia di sposi deve tirarsi i piatti e poi far pace!”…

La regola che adottiamo noi è “non cali il sole sulla vostra rabbia”!!!!! Secondo consiglio, da moglie a marito: è vero che noi donne siamo “intellettuali”.. Di’ a tua moglie che è bellissima (non sai quanto una mamma ha bisogno di sentirselo dire, soprattutto con la pancia flaccida e le smagliature da gravidanza), dille che è una brava madre, che ringrazi Dio per avere una moglie e una madre come lei, che sei felice di stare con lei…

Però diglielo senza secondo fine, senza virare subito all’attacco sessuale, diglielo per il piacere di farlo e perché sai che a lei piace… Un complimento di mio marito può cambiare una giornata, può far passare ogni stanchezza, può far alzare l’ormone, crea complicità.. Una donna va corteggiata in continuazione, è questo il segreto… Per far accendere un uomo invece basta molto meno… Non so quanto ti possono essere utili i miei consigli, ma spero che possano almeno tracciarti una via…

Mi dispiace se sono stata prolissa, ti mandò un grande abbraccio virtuale e vi auguro tutto il meglio!

Maria

Potete far germogliare i vostri alberi scrivendomi qui. Non abbiate paura a piantare il vostro. Coraggio, deve far più rumore un bosco che cresce di un albero che cade.