Il Natale della Mamma imperfetta, tra fiction e realtà

il natale della mamma imperfetta al cinemaDal computer alla tv, e anche sul grande schermo (ma solo per un giorno). E’ il percorso di “Una mamma IMperfetta“, la serie di Ivan Cotroneo che racconta la storia di Chiara, delle sue amiche e delle loro famiglie, diventate ormai persone di casa per tanti aficionados che hanno seguito giorno per giorno le loro storie, su Corriere.it e su Rai2.

Adesso arrivano anche al cinema. Solo per oggi viene proiettato in 95 sale “Il Natale della mamma IMperfetta“, con replica in tv il 27 dicembre su Rai2. Estiqaatsi?! Infatti, anche perché io già ho a che fare con il mio di Natale, figuriamoci se mi metto pure a seguire quello della mamma imperfetta!

Però confesso di aver seguito tutta la prima serie (avevo scritto un post a maggio), mentre la seconda, dopo le prime due puntate viste per curiosità, l’ho lasciata al suo destino. Perdendo infatti due o tre episodi per vari motivi, poi il doverli recuperare diventa quasi un lavoro. Così ho mollato il colpo.

Devo dire però che la serie è fatta bene, regia precisa e un po’ sperimentale, cast eccezionale e tempi perfetti. Un po’ troppi stereotipi qua e là, ma capisco che fare delle storie main stream adatte a un pubblico vasto non sia poi così semplice. Alla fine, senza voler fare troppo i sofisticati sono più che godibili, considerata la breve durata di ogni puntata.

L’esperimento quindi mi sembra più che riuscito e lo dico con cognizione di causa. Perché “Una mamma imperfetta” sta facendo danni. Avete presente le mamme che dopo aver portato i figli a scuola se ne vanno belle belle a prendersi il cappuccino con brioche (ops, volevo dire “cornetto”, visto che è girata a Roma…) in attesa di tuffarsi negli impegni della giornata? Bé succede anche nella realtà. E l’ho visto con i miei occhi. E una di quelle è Anna, che dopo aver mollato il gnappo al nido va con altre tre colleghe mamme imperfette al bar.

Ormai si è creata una cricca. Si conoscono, si scrivono sms, si telefonano, e verso le 9 vanno ogni tanto a prendersi il caffè. Insieme. Contente come delle scolarette che hanno fatto sega a scuola. Belle loro.

Un giorno le ho viste: stavano uscendo dall’asilo e andavano in direzione bar. Mi hanno visto con il gnappo e mi hanno anche invitato a prendere il caffè con loro. Io ero ovviamente in ritardo: “Se vuoi venire ti aspettiamo”, mi hanno detto. “Andate, andate, grazie”, ho risposto, mentre spingevo trafelato il passeggino.

Perché io l’ho vista quella puntata in cui Davide, il marito di Chiara, andava al bar con le amiche della moglie. E sono rimasto impressionato. non volevo ripetere la scena. Quando la realtà supera la fantasia.