Il papà con l’Ipad e la figlia sull’altalena

Ci sono papà che non staccano mai. Che non si staccano mai. Ne ho avuto conferma ieri, quando sono andato ai giardinetti a trovare una mia super amica (ed ex collega) e suo figlio di 4 anni.

Eravamo nello “spazio giochi” ed erano le 7 e mezza di sera, quindi ormai c’eravamo solo noi. E’ un po’ come essere in spiaggia, che a quell’ora si svuota. Il sole c’è ancora e ti godi la natura, la sabbia e il mare senza urla e senza rompiscatole. Che goduria.

Alle 8 arriva un papà con sua figlia che avrà avuto sui 4 o 5 anni. Lui era in giacca e cravatta, segno inequivocabile che o era reduce da un matrimonio celebrato di giovedì per risparmiare sul ristorante, oppure era appena uscito dall’ufficio. In mano aveva un Ipad e non ha mai smesso di guardarlo e di mettere il dito a più riprese sullo schermo (è la tecnologia touch bellezza).

Sua figlia, di rosa vestita, si è subito fiondata sull’altalena. Lui l’ha accompagnata ed è stato per tutto il tempo (almeno un quarto d’ora, poi noi ce ne siamo andati via dalla “spiaggia”) con gli occhi fissi sul tablet (che figo dire tablet, ormai se non hai un tablet sei out, anch’io ho un tablet, quella sul water che devo sempre abbassare dopo la pipì sotto minaccia di morte di Anna). Lui leggeva e schiacciava tasti (o meglio lo schermo). La bimba ovviamente cercava lo sguardo del papà che però era tutto su quell’aggeggio malefico.

Ora, non voglio giudicare nessuno, per carità, ma la scena mi ha fatto un po’ di tristezza. Per due motivi: 1) arrivi al giardinetto alle 8 di sera quando ormai non c’è più nessuno. Ok l’effetto spiaggia e che tutti i giochi sono liberi, ma tua figlia chi è? Lady Hawke? 2) E basta quardare sto Ipad, caga un minimo tua figlia no? No.

Spero almeno che quel papà una volta arrivato a casa abbia finalmente spento sto minkia di Ipad per giocaer un po’ con lei. Dubito. Ad ogni modo cavoli loro. Io spero solo di non diventare mai così lobotomizzato e di dedicare a mio figlio le dovute attenzioni. E’ l’augurio che mi sento di farmi e di fare a tutti i papà e mamme iper presi dal lavoro. So che non sarà facile, ma basterebbe anche un’ora al giorno, però, almeno quell’ora, che sia tutta per lui (e non per le mail, gli sms, le telefonate ecc.).

Non sono anti-tecnologico, ma credo che queste tecnologie ci stiano fregando. Ti fanno sentire connesso col mondo e non ti fanno cagare tuo figlio che invece avrebbe bisogno di attenzioni. Diventano una droga. E me ne accorgo quando, magari dopo cena, mi metto a controllare la mail e poi Facebook, e poi Corriere.it e poi e poi e poi… Intanto tolgo minuti preziosi ad Anna e al gnappo. Ecco, chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Intanto, per fuggire dalla tentazione, mi tengo il mio telefonino preistorico che al massimo riceve gli sms e non ho un pc mio (il computer di casa è quello di Anna). Per la lobotomizzazione totale vorrei aspettare ancora un po’, grazie.