Il ritorno del gigante

Quando lo vedo tutti i giorni non me ne accorgo, ma quando va dai nonni e torna dopo sei giorni è facile vedere quanto sia cresciuto. Un gigante praticamente. Sempre più grande. Sembra che abbia anche cambiato voce, articola di più i versi e il pianto ha sempre più sfumature. Almeno così mi sembra.

Ieri finalmente ho fatto il papà tutto il giorno in casa e mi sono spupazzato un po’ il gnappo che però, a quanto mi dicono, è più bravo a casa dei nonni che con noi. Sarà perché là lo cagano 12h al giorno, mentre noi non abbiamo sempre gli occhi puntati su di lui, però nella media non ci possiamo lamentare. Ormai anch’io ho capito il suo “giro” (Anna ci è arrivata una vita fa a capirlo): sveglia – gioco – frignata insofferente – nanna – pianto disperato – poppata – gioco – frignata insofferente – sonno ecc. ecc. e via così fino a sera.

Dai nonni riusciva a non svegliarsi per la poppata notturna e tirava fin verso le 7. Tornando a casa, quasi per magia, è tornata la poppata delle 5.30 seguita da quella delle 7.30. Nulla di cui lamentarci, ma non riuscendo mai ad andare a letto prima di mezzanotte (a volte anche all’una) il sonno non è mai in abbondanza. Almeno per Anna. Io ancora ancora me la cavo quando loro si alzano e io riesco a posticipare la sveglia di qualche ora.

Ogni sera diciamo: “Dobbiamo andare a letto prima, guarda com’è tardi!”. E puntualmente la sera dopo andiamo a letto sempre tardi. Un classico. Se riesco uno di quasti giorni mi alzo alla mattina dopo la prima poppata e lascio Anna dormire. Non è una promessa però, perché non so se riuscirò a mantenerla.