Il supplizio di Tantalo

il supplizio di tantalo asseretoIn tema di esami di Maturità, ieri, mentre mi lavavo i denti, all’improvviso mi è venuto in mente il supplizio di Tantalo. Quello di cui parla anche Dante, come punizione per i golosi, che poi è la legge del contrappasso.

Tantalo, dopo averne combinate di tutti i colori, nonostante fosse circondato da cibo e acqua non poteva mangiare né bere. Era legato a un albero pieno di frutti e stava in un lago con l’acqua fino al collo (e menomale che era acqua…). Appena provava a bere il lago si asciugava, e se tentava di prendere un frutto per mangiare i rami si allontanavano.

Quello di Tantalo è un mito attualissimo. Almeno per me. Il mio supplizio è vedere le tette di Anna, passata da una seconda scarsa a una terza abbondante per la gravidanza, e non poter usufruire più di tanto di tutta questa grazia.

Quando lei rimase incinta per la prima volta era diverso. Avevo anche scritto un post sul sesso in gravidanza e i tre grandi vantaggi per l’uomo. Ecco, questi vantaggi adesso sono quasi tutti spariti. Primo, perché lei è molto più stanca di quando aspettavamo il gnappo. Secondo, perché adesso, non so perché, è molto più sensibile al “tatto”. Bisogna muoversi come in un negozio pieno di cristalli, con la delicatezza di Lupin quando non doveva far suonare gli allarmi per rubare i quadri nei musei. La massima attenzione possibile, perché se per sbaglio ti prende un po’ di foga, subito arriva l’altolà e l’incantesimo si rompe.

Il fatto che in gravidanza le donne abbiamo più “voglia” e si trasformino in ninfomani causa ormoni secondo me è un mito, una leggenda metropolitana. Il mito di Tantalo invece è reale.

Siamo al quarto mese inoltrato e la pancia sta crescendo. Per esperienza so che tra un po’ di tempo diventerà abbastanza ingestibile durante i rapporti, a meno che non ci inventiamo posizioni acrobatiche strane. Adesso, anche se è cresciuta di un bel po’, è ancora nei limiti delle posizioni normali, quelle in cui non ti devi improvvisare contorsionista, fachiro, o Jury Chechi sospeso a mezz’aria.

Peccato che le occasioni, il momento propizio, il καιρός (giusto per fare quelli che fingono di sapere il greco) non vengano quasi mai. E le volte che capita c’è da stappare lo champagne e segnarselo sul calendario.

Mi sento come Tantalo. Ho davanti agli occhi quel seno esplosivo che solo una gravidanza e i suoi ormoni (oltre che il chirurgo estetico) possono dare e non posso farci niente. Achtung, chi tocca muore. O almeno viene cazziato. Guardare, ma non toccare. Per toccare e andare oltre serve una richiesta in carta bollata, con qualche giorno di anticipo, con raccomandata A/R e nulla osta papale. La sveltina invece non è quasi più contemplata.

E il tempo stringe. Perché quelle tette andranno poi appaltate a The Second e la gnappa sarà fuori uso totale per il post partum. Io vorrei ottimizzare in questi mesi, anche perché la gravidanza, secondo la mia teoria, è per un uomo il migliore anticoncezionale del mondo: naturale e sicuro al 100%. Non devi “stare attento”. Salto della quaglia, pillola, preservativo? Macché, la gravidanza ti dà la totale sicurezza che lei non rimanga incinta. Lo è già, vai sul sicuro. Controindicazioni non ce ne sono.

Bisogna fare i conti però con la legge del contrappasso. Che Dante usava spesso e volentieri. E la pena, evidentemente, vale anche per i lussuriosi. Mannaggia a Tantalo.

parvermi i rami gravidi e vivaci
d’un altro pomo, e non molto lontani
per esser pur allora vòlto in laci.
Vidi gente sott’esso alzar le mani
e gridar non so che verso le fronde,
quasi bramosi fantolini e vani
che pregano, e ‘l pregato non risponde,
ma, per fare esser ben la voglia acuta,
tien alto lor disio e nol nasconde.
Poi si partì sì come ricreduta;
e noi venimmo al grande arbore adesso,
che tanti prieghi e lagrime rifiuta.
(Purgatorio XXIV, 103-114)

[…]

E senti’ dir: “Beati cui alluma
tanto di grazia, che l’amor del gusto
nel petto lor troppo disir non fuma,
esurïendo sempre quanto è giusto!”. (151-154)