Il trasloco dei giocattoli

trasloco giocattoli sparsi per casaOggi abbiamo fatto un mini trasloco. Abbiamo portato tutti i giochi del gnappo che erano in sala in camera sua, al posto dei libri e dei faldoni vari. Da quando abbiamo cambiato casa infatti, quasi tutti i giocattoli li abbiamo messi sul Billy che abbiamo in sala, alcuni nelle scatole, altri sugli scaffali. Altri nella cameretta, ma pochi. E’ in sala che il gnappo gioca di più. Alla mattina e alla sera. Prima, dopo e durante i pasti. L’idea di spostarli è venuta alla mia dolce metà: “Che ne dici se portiamo tutti i suoi giochi in camera sua? Così almeno si distrae meno quando mangia…”. “Ok, vedi tu”, le ho risposto. Mi sembrava una buona idea.

Sì perché il nano, mentre mangia fa finta di mangiare, indica sempre i suoi giochi. E finché non gli dai quello che vuole rompe le scatole e non apre la bocca. E noi, visto che ancora non parla, dobbiamo indovinare che giocattolo vuole. E non è facile. Di solito vuole le macchinine. Poi gliele diamo, lui ci illude buttando giù qualche cucchiaio e poi ricomincia a indicare i giochi. A caso. E via così. Non è contento finché non ha quello che vuole lui.

Nel pomeriggio, mentre lui faceva il suo pisolo, ci siamo messi a fare il trasbordo. Prima liberando l’Expedit di camera sua e poi facendo una cernita dei giochi. Che sono una marea. In 19 mesi, sono arrivati tanti di quei giocattoli da riempire un cestone. Perché quando amici o conoscenti ci viengono a trovare cosa porta? Un gioco! Aggiungi quelli che gli regalano i parenti stretti (zii e zie, nonni & co) e quelli che gli compriamo noi (anzi, che gli prende Anna a dir la verità, io gli prenderò quelli quando sarà un po’ più grande, tipo l’Uomo Ragno, Batman & co) e lo spazio è presto riempito.

Pupazzi, peluches, macchinine, giochi per musicali per neonati, cagnolini abbaianti, trenini che fanno ciuf ciuf e macchinine. L’elenco è vario. Peccato che lui, alla fine, usi sempre quei due o tre che gli piacciono. Va a periodi. Prima c’erano i peluches e i tasti da schiacciare. Adesso vanno più le macchine. Oltre agli inossidabili carrellini, con somma gioia dei vicini del piano di sotto. I giocattoli sono un po’ come i vestiti e le scarpe. Abbiamo gli armadi pieni di roba. Ma alla fine quello che mettiamo sono sempre cinque o sei cose.

Quando si è svegliato ha trovato tutti i giocattoli in camera sua, vicino al suo lettino. Ed era contentissimo. Però poi è arrivata la triste scoperta quando ha dovuto fare merenda. Non c’era più la montagna di giochi. E lì Anna ha avuto un ripensamento. Si è pentita del trasloco. “Poverino, non ha più i suoi giocattoli, mi dispiace!”. In questo periodo è un po’ dissociata, fa e disfa tutto da sola. Allora ne è andata a prendere qualcuno per portarglielo.

A me l’idea del mini trasloco non dispiaceva: giocattoli in cameretta che poi all’occorrenza possono stare in sala. Ma la camera è il loro posto. Però, visto che il gnappo passa più tempo in sala che in camera sua i casi sono due. O si abitua a giocare in una nuova stanza, oppure sta in sala senza tutti i giochi. Il trasloco al contrario non si fa. Mi opporrò con tutte le mie forze. Che scelga bene quali portarsi dietro. Perché adesso c’è di mezzo un corridoio.