Incomprensioni tra uomo e donna: “Ecco, non mi ascolti mai!”

E’ più forte di me. Quando qualcuno mi parla amo disconnettere il cervello se della conversazione non me ne frega niente o non ci capisco nulla. Quando però questo qualcuno è la mia dolce metà, diventa un problema.

Stamattina dopo 6 ore di sonno (che per i miei standard sono poche) mi sono svegliato per andare, insieme ad Anna e Giacomo, a ordinare le piastrelle e le porte di casa. Ovviamente era l’ennesimo giro dopo innumerevoli preventivi. Per fortuna G. è stato bravissimo e non ci ha dato problemi nei giri per fornitori che erano rispettivamente dalla parte opposta di Milano.

Il problema è stato per le porte, quando sono andato da solo a fare l’ordine. Ho lasciato loro due in macchina per la poppata visto che ormai era ora. [Praticamente invece che un McDrive era un TettaDrive, o un Tetta in, visto che essendo l’auto parcheggiata la situazione era più simile a un Drive in]. Comunque, dopo varie delucidazioni di Anna, che, come prima come Marge Simpson mi ha chiesto di riconnettere il cervello e ascoltarla, ho compiuto la mia missione.
Il problema è sorto con la scelta delle maniglie. Che io non avevo mai visto prima, ma che erano state scelte tempo fa da Anna che era andata nello showroom senza di me. Lei aveva anche provato a casa a farmele vedere: almeno così dice, ma io non mi ricordo proprio, si vede che la scimmietta nel cervello stava giocando. Oggi quando me le hanno fatte vedere per confermare l’ordine, ho storto un po’ il naso.  “Vabè, le ha scelte lei, le piaceranno”, ho pensato dando l’ok definitivo.

Quando torno in macchina per andare a casa innocentemente le dico: “Ma che maniglie hai scelto?”. (Il tono sottointendeva la postilla “fanno un po’ cagare…”). Non l’avessi mai detto! Taac, mi sono preso il periodico cazziatone: “Eccononmiascoltimaai! Te le volevo far vedere, ma tu come sempre non fai mai attenzione! Almeno hai guardato gli altri modelli?”, mi ha chiesto inkazzata. “No – rispondo io candidamente – tanto le avevi già scelte tu, pensavo ti piacessero! Cosa le hai scelta a fare senò?”.

Replica sempre più innervosita: “Ecco! Vedi che non mi ascolti mai??!! Io le ho scelte perché non ce n’erano altre belle, volevo però prima fartele vedere e tu invece non le hai neanche guardate!”, mi dice con voce ferma e irritatissima. “Vabè, domani ci alziamo presto e le andiamo a scegliere”, minaccia.

Ora, vi sembra che, per una volta posso dormire la mattina e con duemila cose da studiare, mi alzi per andare di sabato mattina (quando c’è il mondo intero) a riscegliere delle maniglie di sei porte per le quali è già partito l’ordine, la fattura e il fornitore aspetta solo il mio bonifico? Così, se non cambiamo idea nel frattempo o non subirò minacce di vendette trasversali, andrà lei da sola, per riscegliere queste benedette maniglie, e io starò a casa con Giacomo.

Ps. La maniglia oggetto del contendere è quella della foto. Ho scoperto ora che si chiama “Frascio Monica” (e che è? ha nome e cognome? mi ci devo pure presentare e stringerle la mano?). Vista dal vivo sembra più una porta per un ufficio che per una casa. Chissà se mai usciremo da questi assurdi loop.

Pps. Io le donne – su certe cose – non le capirò mai. E poi sono così affezionato alla mia scimmietta nel cervello! To be continued (forse)…