La “dolce” attesa della mia “dolce” metà

Ieri io e Anna eravamo a prendere un aperitivo per il compleanno di un’amica. Anche se lei camuffa bene la pancia con abiti larghi e scuri, l’occhio attento del genere femminile riesce ormai a capire che è incinta. Ma non tutti se ne accorgono. Gli uomini men che meno ovviamente. Ancora la gente infatti non si alza sul pullman per lasciarle il posto, ma credo sia più per pigrizia che per indifferenza.

Comunque mi ha colpito una frase detta da un’amica che l’ha presentata agli altri come la mia “dolce” metà. Per poi aggiungere che era pure in “dolce” attesa. Allora, qualcuno mi deve spiegare cosa c’è di “dolce” sia nell’attesa che nella metà.

Al termine un po’ melenso e demodé preferisco questi: incinta, gravida, ripiena, è una matrioska, “ha una pagnotta nel forno”. Non capisco invece il classico: “E’ in stato interessante”. Ma interessante de che?

Comunque, per ora tutto procede bene, e, a parte un po’ di pesantezza e mal di schiena quando lei sta seduta, è in gran forma. Nell’entrata al settimo mese i chili in più si sentono e il melone sta diventando una bella anguria, ma la sua espressione è sicuramente più solare e radiosa. Pensavo fosse un luogo comune, ma invece è vero. Il problema sono io che ancora non riesco a dormire e tra un impegno e l’altro penso alla paternità giusto mezzo minuto al giorno. E un po’ mi sento in colpa.