La gravidanza e il corpo femminile

Il corpo femminile è e rimarrà sempre un mistero per gli uomini. Oltre ad essere stupendo e complicatissimo, ha una capacità di adattamento all’ambiente e di trasformazione che neanche il T-1000 di Terminator 2 possiede.

Primi giorni dopo aver messo la “pagnotta nel forno”: la vita diventa più spessa, le tette si ingigantiscono. (Se volete leggere i tanti post sul tema avete solo l’imbarazzo della scelta… uno, due, tre).

La pelle della pancia si tira come una sfoglia man mano che il pupo cresce. All’inizio il tutto è nella norma, poi il cocomero diventa veramente una protesi voluminosa e pesante. All’ottavo mese (34esima settimana circa) è un pallone aerostatico che sembra quasi posticcio. Ti vien voglia di dire: “Dai, togli quel cuscino da sotto la pelle!”. Invece là dentro c’è un nano scalciante.

Ritenzioneidrica/cellulite. Problema di tante donne che fa felice le aziende tipo Somatoline, Rilastil, massaggiatori ecc. Lì è un po’ come la ruota della fortuna, “a chi tocca tocca”.

Gnappa (la mia parte femminile preferita dopo le tette): in gravidanza diventa come una specie di canotto. Si gonfia, diventa anche un po’ più scura con tutto l’afflusso sanguigno che gira da quelle parti. Se provate con la depilazione, scene da film splatter con sangue che esce da ovunque sono assicurate. Poverina. Se è vero, come dicono, che le donne provano 9 volte più piacere degli uomini nell’amplesso, pensando allo stress-test del parto (cfr. lacerazione e episiotomia), proprio non le invidio. Chissà poi quando tornerà riutilizzabile! Sigh, sob.

Capezzoli: si preparano alla trasformazione in “centrale del latte”. Si allargano, è uscito qualche schizzetto che si è poi solidificato. Ora il tappo è pronto per esplodere.

Ah, ho saputo che durante il parto tutte le ossa del bacino si muovono e anche il còccige (cioè il codino in fondo alla schiena) diventa dritto per favorire l’espulsione. E che è? Siete come Jeeg robot d’acciaio? Vi lanciano i componenti?