La magia di far scomparire il ciuccio

Altro dente altro regalo. E altra notte semi-insonne. Il bello è che il gnappo ci illude. Due notti fa, ad esempio, ha fatto una super tiratona dalle 10 di sera fino alle 8 di mattina. Ovviamente, visti i precedenti, non abbiamo cantato vittoria. E infatti: ieri dalle 2 e mezza in poi è stato un continuo di risvegli e pianti. Dopo la seconda alzata dal letto ho fatto scattare la “pratica brandina” (tra l’altro ho sentito che pure la signorina Rottermaier aka tataLucia la approva, evvai).

Ma la mia vicinanza fisica al suo lettino e la prontezza a far scattare il braccio per cullarlo al primo uè non sono servite. Ho provato anche a mettergli sulle gengive un po’ di Dentinale. Niente. Tra l’altro mi viene sempre il dubbio che siano davvero i denti… Le gengive stamattina sembravano intatte. Di denti gliene sono finora spuntati solo due in basso. Ce ne sono altri 26 (più i 4 del giudizio, ma quando sarà il momento saranno fatti suoi).

Alle 8, stremato, mi alzo. Lui come sempre si sveglia in lacrime. Io provo a fargli tirare ancora una mezz’ora con il ciuccio (di solito funziona). Sì, ma dov’è il ciuccio? Il gnappo è più bravo del mago Silvan e Houdini messi insieme e riesce a farlo sparire in una mossa: sputandolo. Lo imbosca talmente tanto bene (tra il materasso e le sponde, sotto il suo collo, immerso tra le coperte, per terra…) che per trovarlo servirebbe un cane da tartufo.

Così, dopo aver cercato ovunque nel lettino nella stanza semibuia, mi rassegno e vado a cercarlo in soggiorno dove avrebbero dovuto essercene altri due. Accendo la luce, mi guardo intorno. Di ciucci neanche l’ombra. Merda.

Con gli occhi iniettati di sangue torno nella cameretta (nel frattempo il suo pianto è andato in un crescendo sempre più disperato). Lo metto seduto nel suo mare di lacrime e gli ribalto le coperte. Il ciuccio era infrognato là sotto. Troppo tardi. Anna si sveglia (anche lei si era addormentata dopo le 3 e mezza come me) e lo porta di là. “Tu dormi ancora un po’, ci penso io”, mi dice. “No dormi tu, mi alzo io”. “No tu”, “No tu”. Alla fine cedo io. Mi rimetto finalmente nel mio letto e dopo una mezz’ora mi riaddormento. Mi sveglio dopo un’oretta. Piccola, ma essenziale.

Quando mi sveglio il pupo sta già facendo il pisolino della mattina. Anna, davanti al pc è stravolta. Faccio colazione e dopo una mezz’ora lui si sveglia. Sorridente come al solito. Stasera lo porto con me dai miei e lascio Anna tranquilla. Almeno per una notte. Spero almeno che recuperi un po’. Intanto sto meditando di comprare 10 ciucci e metterne due in ogni stanza. Bagni e sgabuzzino compresi.