La mia nuova tecnica di addormentamento

Non lo dico troppo forte. Quindi shhhhhhhh. Ma in questa settimana il gnappo ha dormito tutta notte svegliandosi sempre alle 8. Ha frignato solo ogni tanto verso mezzanotte quando comunque eravamo ancora svegli. E poi basta. Si è fatto sentire al mattino. Dopo 10 mesi, cinque notti con sono ininterrotto. Evvai!

Forse casualmente ho trovato una tecnica di addormentamento che funziona. O almeno, mi sono illuso che sia quella. Ma crederci è confortante. Almeno fino a quando, quella stessa tecnica non funzionerà più. Il che può succedere in ogni momento, anche stanotte.

Comunque adesso faccio così: gli metto il pigiama sul lettone possibilmente (se non è possibile glielo metto sul fasciatoio e poi lo porto sul lettone). Attacco con “Alla fiera dell’est” e intanto gli faccio un po’ di coccole. Quando vedo che si vuole girare o si sta per incazzare (succede più o meno quando c’è il bastonechepicchiailcanechemordeilgattochesimangiòiltopo…) lo prendo in braccio e mi dirigo nella penombra verso il suo lettino. Poi lo corico e gli sparo in bocca il ciuccio.

Al primo tentativo non funziona mai, salvo rarissime eccezioni. Deve essere proprio stremato dalla fatica per crollare subito. Di solito invece, appena lo metto coricato lui si gira, si inginocchia, si aggrappa alle sponde del letto e si tira su in piedi. Comincia a fare su e giù con le gambe e mi guarda. Io lo guardo e non faccio nulla. Gli raccolgo il ciuccio se lo sputa, gli do i bacini sulle manine aggrappate alle sponde. E non dico nulla. Non lo tocco neanche. Lo guardo e basta.

Dopo un po’ di piegamenti sulle gambe lui inevitabilmente cade di sedere sul lettino. E lì provo con l’affondo: lo ribalto a pancia in su, o tirandogli le gambe facendogli perdere l’equilibrio tipo judo, oppure semplicemente spingendolo giù adagio.

A questo punto se va bene lui si gira a pancia sotto e dorme. Se va male si ritira su in piedi. E io ri-aspetto che cada giù per ripetere l’operazione. Di media bastano un paio di volte. Ogni tanto aggiungo un “aiutino”: praticamente quando lui cerca di tirarsi su con la solita flessione io gli metto una mano sulla schiena per accarezzarlo e intanto lo spingo verso il basso. Se è stanco cede e si addormenta.

Ho insegnato la tecnica ad Anna, ma ne rivendico orgogliosamente la paternità. Anche perché finora, sia che la provi io, sia che la provi lei, ha funzionato. Non so per quale motivo astrale. Comunque io per scaramanzia ripeto più o meno ogni gesto sempre nello stesso modo, manco fossi  il Mega-Direttore Clamoroso Duca Conte Pier Carlo ing. Semenzara che giocava al casinò con Fantozzi.

Ah, e per cortesia non diciamo niente. Il gnappo forse dorme? E chi l’ha detto?! Noo, nego tutto. Io non l’ho mai detto. Shhhhh.